Piemonte, dal riscatto alla rinuncia. Casi virtuosi o luoghi abbandonati, la fotografia dei beni confiscati in regione
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概要
Intervista:
Andrea Turturro, responsabile Beni Confiscati Libera Piemonte. Turturro dipinge il quadro dell’aggressione patrimoniale alle mafie dal punto di vista quantitativo. Numeri, dati, stime per dipingere la quantità di beni presenti in Piemonte e il loro utilizzo.
Il caso negativo
A Rivoli, una bellissima villa unifamiliare circondata da uno spazio verde si sta ammalorando. È un bene confiscato, sottratto a un uomo di peso della ’ndrangheta sotto la Mole. Esponente capace di stringere legami con politica e imprenditoria, è stato condannato per associazione di stampo mafioso a seguito dell’operazione Minotauro. Nonostante il tempo trascorso nessun progetto è in cantiere.
Il Caso Positivo.
San Giusto Canavese è un piccolo centro in provincia di Torino. In questo paese la magistratura ha scovato un locale di ‘ndrangheta e qui, per lungo tempo, è vissuto Nicola Assisi, uno dei più grandi broker del narcotraffico di scala internazionale. La sua villa, una stupenda struttura nella campagna, è stata confiscata ed è stata restituita alla collettività. Un percorso difficile perché la villa è stato oggetto di una chiara intimidazione mafiosa: ignoti hanno cercato di farla saltare in aria. Dopo tante battaglie e grazie alla collaborazione tra istituzione e società civile, oggi questo bene è stato affidato a una cooperativa che realizzerà una comunità di accoglienza per disabili.
Scritto da Davide Pecorelli con la voce narrante di Viviana Marrocco.
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