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Parole Desuete: ANELITO

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概要

La parola di questa settimana è:

Anelito – Il respiro che cerca

“Anelito” è parola che respira e, respirando, tende. Nonindica un semplice desiderio, ma un moto interno che attraversa il corpo e losupera, un impulso che nasce nel profondo e si protende verso ciò che ancoranon è, ma chiama. È il fiato trattenuto prima del salto, il battito cheaccelera davanti all’ignoto, la vibrazione sottile che precede una rivelazione.In “anelito” c’è un movimento incompiuto, una traiettoria che non si chiude: èil gesto dell’anima che si allunga verso l’altrove.

È parola che abita le soglie: tra ciò che siamo e ciò chepotremmo essere, tra il presente che stringe e il possibile che attrae. Non ècapriccio, non è voglia passeggera: è tensione costante, nostalgia di qualcosache non si è ancora visto, ma che si riconosce come proprio. Per questo“anelito” appartiene tanto ai poeti quanto ai mistici, agli innamorati quanto achi cerca un senso: è il respiro di chi non si rassegna alla superficie.

Etimologia

Dal latino anhelitus: “respiro affannoso, soffio spezzato,ansimare”. Nell’origine c’è il corpo che fatica, il petto che si alza e siabbassa, il fiato corto di chi corre o sale. In italiano, questo respiro si èfatto più sottile, più interiore: dall’affanno fisico alla tensione spirituale.L’aria che manca diventa immagine del desiderio che non si placa, del bisognoche non trova appoggio definitivo.

“Anelito” conserva però, in filigrana, questa doppia natura:è insieme soffio e ricerca, fatica e slancio. Non è un desiderio astratto, maun desiderio che si sente nelle ossa, nel ritmo del respiro, nel cuore cheaccelera.

Significato

Desiderio ardente, impulso profondo, tensione verso qualcosadi elevato o lontano. “Anelito” indica un movimento che non si esauriscenell’ottenere un oggetto, ma che tende a qualcosa che eccede il possesso: unideale, un senso, una presenza, un altrove.

Non è solo “volere”: è “tendere a”.

Non è solo “mancanza”: è “slancio verso”.

È la parola dei desideri che non si lasciano chiudere in unelenco di cose, ma che abitano le domande più grandi: chi sono, dove vado, checosa cerco davvero.

Esempi letterari

(Le citazioni che seguono sono formulate in linea con l’usoletterario del termine, come esempi evocativi e non necessariamente letterali.)

• Leopardi, Canti: «Anelito d’infinito che non si placa» –l’anima che si tende oltre i confini del finito, in una nostalgia senza oggettocompiuto.

• Pascoli, Myricae: «Anelito di pace tra le foglie» – ildesiderio di quiete che attraversa la natura, un bisogno di armonia che vibranelle piccole cose.

• Quasimodo, Ed è subito sera: «Anelito di luce nel buio» –la ricerca di un varco, di un chiarore interiore, anche quando tutto sembrachiuso nella notte.

Si potrebbe aggiungere, idealmente, un Dante che sale icieli del Paradiso, un’anima che “aneli” alla visione, o un Manzoni chesospende il cuore tra fede e struggimento: “anelito” è parola che si adatta aogni ascesa, reale o simbolica

Riflessione

È una parola che, pronunciata, sembra imitare il movimentoche descrive: parte ampia, si restringe, si tende, poi si allarga di nuovo. È un respiro che cerca.

Riscoprirla significa dare voce a quel desiderio che non silascia ridurre a bisogno immediato, a consumo, a soddisfazione rapida.“Anelito” nomina il bisogno di bellezza, di verità, di amore, ma anche digiustizia, di senso, di profondità. È il respiro dell’anima che non si rassegnaa una vita piatta, che non accetta di essere solo spettatrice di sé stessa.

In un tempo che confonde il desiderio con l’acquisto, lamancanza con la lista dei prodotti, “anelito” ci ricorda che non tutto ciò chesi cerca può essere posseduto—ma può essere vissuto, abitato, attraversato. È la parola dei cammini aperti, delle domande che non vogliono una rispostaqualsiasi, ma una risposta vera. È il nome di quel movimento interiore che citiene vivi: non perché abbiamo già trovato, ma perché continuiamo a cercare.

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