エピソード

  • 6. Franca Viola e l’abolizione del matrimonio riparatore
    2026/04/17
    Il 26 dicembre 1965 la minorenne Franca Viola viene rapita in casa sua ad Alcamo, in provincia di Trapani, da un ventitreenne con cui aveva avuto una frequentazione ma che aveva rifiutato di sposare: Filippo Melodia. Il rapimento era finalizzato allo stupro della giovane, per poi obbligarla a sposare il suo violentatore. Questa pratica detta “matrimonio riparatore”, era all’epoca prevista per “salvare l’onore della donna”, che, dopo lo stupro, non avrebbe avuto la possibilità di sposarsi con altri. Franca Viola però si oppone, dice di no al matrimonio riparatore e porta il suo stupratore in tribunale, denunciandolo. Filippo Melodia verrà condannato per sequestro di persona e altri reati. Il rivoluzionario “no” di Franca Viola, nella Sicilia degli anni Sessanta, sarà poi alla base dell’abolizione del matrimonio riparatore, avvenuta però solo nel 1981.
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    23 分
  • 5. Annarella Bracci, Lionello Egidi e le tutele del fermo di polizia.
    2026/04/15
    Il 18 febbraio 1950 scompare dal quartiere Primavalle di Roma Anna Maria Bracci, per tutti Annarella, una bambina di 12 anni. Il suo corpo senza vita viene ritrovato il 3 marzo in fondo a un pozzo a seguito di una “visione” del suo stesso nonno. Per il suo omicidio viene accusato Lionello Egidi, bracciante agricolo e amico di famiglia. Durante i sette giorni del fermo l’uomo confessa l’omicidio, ma davanti al giudice ritratta e dichiara di essere stato torturato dalla polizia e obbligato a confessare con l’inganno. Egidi viene infine assolto per l’omicidio Bracci, che tuttora rimane un caso irrisolto, ma la sua testimonianza circa le torture subite provoca importanti conseguenze politiche. L’attenzione della stampa si sposta quindi sull’operato della polizia e, anche a seguito di alcune interrogazioni parlamentari al ministero della Giustizia, viene approvata nel 1955 una modifica al codice di procedura penale che ha ridimensionato e meglio regolato le procedure del fermo di indiziato di polizia. Nessun agente è stato condannato per le torture subite da Egidi, ma dal 1955 viene introdotto l’obbligo di comunicazione immediata del fermo e il tempo massimo consentito viene ridotto da sette giorni a 48 ore. Fonti: Il pozzo delle nebbie, Roberto Morassut, Ponte Sisto, Roma 2014 https://primavalleinrete.wordpress.com
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    29 分
  • 4. Gabriella Bertini e i diritti delle persone con disabilità.
    2026/04/14
    Gabriella Bertini nasce vicino Firenze nel 1940 e all’età di 13 anni smette di camminare. Per questo rimane costretta a letto in una casa in affitto al secondo piano senza ascensore per cinque anni. A 18 anni finalmente riesce a ottenere una carrozzina e da lì inizia a battersi per i diritti delle persone con disabilità. Gabriella Bertini diviene una delle prime donne con disabilità nel nostro Paese a lavorare e a guidare, grazie all’acquisto di una macchina modificata. Grazie anche ai suoi numerosi viaggi esplorativi in Inghilterra e Germania, la donna si adopera per promuovere anche in Italia una modifica ai servizi e alle cure dedicate alle persone con lesioni spinali. Bertini ha contribuito in modo significativo alla promulgazione in Italia delle leggi sull’integrazione scolastica e sull’inserimento lavorativo delle persone con disabilità. Fonti: Libri: È tempo di travasare i sogni del 2016 Giulia Malavasi, Donato Santandrea e Fanny Di Cara Lotta per l’inclusione, Enrichetta Alimena https://rivistedigitali.erickson.it/integrazione-scolastica-sociale/archivio/vol-24-n-2/gabriella-bertini-dalla-segregazione-allindipendenza/ https://www.nordestnews.com/rubriche/vita-interdipendente-unidea-che-non-e-utopia/?cn-reloaded=1 https://www.youtube.com/watch?v=5qvkAvSp1VU&t=492s https://personeediritti.altervista.org/parliamo-di-roberto-tarditi/ https://superando.it/2025/01/22/lavoro-e-disabilita-una-chimera-anche-per-chi-studia-e-ha-unalta-formazione/ https://informareunh.it/gabriella-bertini-quella-donna-in-fiat-500-che-difendeva-i-diritti/ https://invisibili.corriere.it/2024/01/15/gabriella-bertini-la-pioniera-dei-diritti-e-il-sogno-di-una-casa-che-porta-il-suo-nome/ https://www.stateofmind.it/2014/11/identita-sociale-disabile/ https://www.accessiway.com/it/blog/la-storia-della-disabilita-un-riassunto-per-capire-il-presente https://it.wikipedia.org/wiki/Aktion_T4 https://it.wikipedia.org/wiki/Antonio_Maglio_(medico) https://rivistedigitali.erickson.it/integrazione-scolastica-sociale/it/visualizza/pdf/1492 https://www.nuovicittadini-prefto.it/images/materiali/Vite_straordinarie_-_Storie_di_donne_e_uomini_che_hanno_fatto_la_differenza.pdf https://www.rapportodiritti.it/persona-e-disabilita#capitolo
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    25 分
  • 3. Andrea Cirino, Claudio Renne e il reato di tortura
    2026/04/10
    Andrea Cirino e Claudio Renne erano nel 2004 detenuti nel carcere di Asti. Per via di un banale screzio con una guardia carceraria, vengono entrambi messi in isolamento in “celle lisce” ovvero prive di mobili e di servizi igienici, dove devono stare, inizialmente nudi, al freddo e senza cibo e acqua, subendo numerosi pestaggi e addirittura lo strappo del codino a mani nude nel caso di Renne. Nonostante ciò che hanno subito, la vicenda è emersa non per una denuncia da parte dei due, ma a seguito di intercettazioni volte ad accertare l’esistenza di un traffico di stupefacenti all’interno del carcere a opera di alcuni operatori di polizia. Tuttavia, nonostante le intercettazioni, il giudice non ha potuto emettere alcuna condanna per la mancanza nel nostro ordinamento del reato di tortura. Il reato è stato introdotto nel nostro Codice penale solo nel 2017, a quasi trent’anni dalla ratifica da parte dell’Italia della Convenzione Onu contro la tortura. Fonti: https://www.antigone.it/news/3090-carcere-di-asti-fu-tortura-dopo-13-anni-la-cedu-ripristina-la-giustizia https://torino.repubblica.it/cronaca/2015/12/02/news/la_corte_europea_riconosce_due_casi_di_tortura_nelle_carceri_italiane-128612759/?ref=HREC1-7 https://archiviodpc.dirittopenaleuomo.org/d/5724-a-bolzaneto-e-ad-asti-fu-tortura-tre-nuove-condanne-inflitte-dalla-corte-di-strasburgo-all-italia-p https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2017/10/27/carcere-di-asti-il-governo-resiste-e-ora-paga-doppio/3938683/ https://www.cittadinanzattiva.it/notizie/8406-carcere-di-asti-per-la-cedu-tortura-nei-confronti-dei-detenuti.html https://www.antigone.it/76-archivio/2472-lo-scandalo-delle-torture-nel-carcere-di-asti https://documenti.camera.it/apps/commonServices/getDocumento.ashx?sezione=lavori&tipoDoc=sicross&idlegislatura=16&ramo=CAMERA&stile=6&idDocumento=5-07667 https://www.giustizia.it/giustizia/it/mg_1_20_1.page?contentId=SDU88666 https://www.lastampa.it/asti/2017/10/27/news/torture-in-carcere-dopo-13-anni-arriva-il-risarcimento-per-2-detenuti-1.34409860/ https://www.osservatoriorepressione.info/morto-claudio-renne-uno-dei-detenuti-denuncio-le-torture-al-carcere-asti/ https://www.osservatoriorepressione.info/asti-detenuti-vittime-di-tortura-ma-in-italia-il-reato-di-tortura-non-ce/ https://www.avantionline.it/morto-claudio-renne-denuncio-le-torture-in-carcere/ https://www.today.it/cronaca/tortura-carcere-asti-italia-condannata.html https://www.antigone.it/upload/Antigone_no.tortura.pdf
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    24 分
  • 2. Jerry Masslo e il diritto a chiedere asilo politico.
    2026/04/09
    A Villa Literno, in provincia di Caserta, la notte del 24 agosto 1989 un gruppo di uomini con il volto coperto fa irruzione in un capannone dove dormono alcuni braccianti, con l’intento di rapinarli del guadagno della stagione. I lavoratori si oppongono e i rapinatori iniziano a sparare, ferendo a morte Jerry Masslo, un uomo di trent’anni che era arrivato in Italia l’anno precedente e che era costretto a raccogliere i pomodori per poche lire. Jerry Masslo aveva infatti richiesto l’asilo politico al suo arrivo in Italia, dal momento che fuggiva dall’apartheid in Sudafrica. Tuttavia, per via del “principio della limitazione geografica”, che consentiva solo a persone provenienti dai paesi dell’Europa orientale di ottenere l’asilo politico nel nostro Paese, non aveva potuto ottenerlo, ma nemmeno aveva avuto diritto al riconoscimento della sua posizione, trovandosi in un limbo senza diritti. Doveva infatti sopravvivere grazie all’aiuto della Comunità Sant’Egidio, che l’aveva accolto, e a lavori saltuari e sfruttati. La morte di Jerry Masslo portò all’approvazione del decreto-legge n. 416 del 30 dicembre 1989, per il riconoscimento dell’asilo politico a persone provenienti non solo dall’Est Europa. Fonti: https://www.youtube.com/watch?v=3ApGEpIsnYo https://www.ilfattoquotidiano.it/2013/08/25/razzismo-jerry-masslo-un-raccoglitore-di-pomodori-ha-cambiato-litalia/691986/ https://www.internazionale.it/reportage/michele-colucci/2019/07/29/jerry-masslo-morte https://vivi.libera.it/storie-228-jerry_essan_masslo https://www.youtube.com/watch?v=TMAAs_IWZBY https://www.raiplay.it/programmi/laguerradimasslo https://fondazionepolis.regione.campania.it/jerry_essan_masslo https://www.centrofernandes.it/Passione%20di%20J.Masslo.htm https://www.adir.unifi.it/rivista/2016/suprano/cap3.htm#n12 https://www.emigrati.it/Emigrazione/Esodo.asp https://missingmigrants.iom.int/sites/g/files/tmzbdl601/files/publication/file/A%20decade%20of%20documenting%20migrant%20deaths_0.pdf
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    25 分
  • 1. Antonia Bernardini e la chiusura del manicomio criminale di Pozzuoli
    2026/04/09
    Antonia Bernardini, romana non ancora quarantenne ma con una lunga storia di ricoveri psichiatrici alle spalle, viene arrestata alla stazione Termini da un carabiniere il 12 settembre 1973 e portata nel carcere di Rebibbia con l’accusa di oltraggio a pubblico ufficiale per via di un alterco con un uomo in fila alla biglietteria. Trasferita al manicomio criminale di Pozzuoli il 27 ottobre 1973, oltre un anno dopo, il 27 dicembre 1974, si dà fuoco nel letto di contenzione dove era legata e immobilizzata con delle cinghie, ininterrottamente da 57 giorni. Nonostante le versioni della donna e quella del personale sanitario non coincidano, la morte di Antonia Bernardini per le ustioni riportate e il successivo suicidio di un’altra donna che era rinchiusa nello stesso istituto, il Manicomio giudiziario di Pozzuoli viene finalmente chiuso il 9 aprile 1975. La rivelazione delle drammatiche condizioni di vita delle donne all’interno di questi istituti provoca un grande fermento sociale, e la vicenda di Antonia viene spesso riportata anche da Franco Basaglia nella sua battaglia per chiusura dei manicomi. Fonti: Dario Stefano Dell'Aquila e Antonio Esposito, “Storia di Antonia. Viaggio al termine di un manicomio, Sensibili alle foglie, Roma 2017 Igino Cappelli, “Gli avanzi della giustizia, Diario del giudice di sorveglianza”, Editori riuniti, Roma 1987 Valentina Calderone e Luigi Manconi, “Quando hanno aperto la cella”, Il Saggiatore, Milano 2013 Annacarla Valeriano, Malacarne. Donne e manicomio nell'Italia fascista, Donzelli, Roma 2017 Maria Luisa Marsigli, La marchesa e i suoi demoni. Diario da un manicomio, Feltrinelli, Milano 1973 Bruno Caruso, La real casa dei matti, Dedalo libri, Bari 1975
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    35 分