エピソード

  • Cina: il discorso di Xi
    2026/07/01

    Nel giorno del 105° anniversario della fondazione del Partito comunista cinese, Xi Jinping ha affermato che «il grande rinnovamento della nazione cinese è ormai inarrestabile» e che il socialismo con caratteristiche cinesi ha «creato una nuova forma di civiltà umana», offrendo ai Paesi in via di sviluppo un percorso alternativo verso la modernizzazione. Ne parliamo con Alessandro Arduino, docente al Lau Institute del King’s College di Londra e fellow researcher al RUSI (Royal United Services Institute).

    Pechino rinforza i legami anche con la Bielorussia di Alexander Lukashenko, storico alleato di Putin. Ne parliamo con Micol Flammini, giornalista de il Foglio.

    L'Oman ha elaborato una proposta per una nuova gestione di Hormuz con l'Iran: un pedaggio su base volontaria. Lo riporta il New York Times. Commentiamo con Giuliano Noci, docente al Politecnico di Milano e Prorettore del polo territoriale cinese dell'ateneo.

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  • Il 4 luglio e i funerali di Khamenei
    2026/07/03

    A volte dialogano, a volte combattono. Dal cessate il fuoco del mese scorso, Stati Uniti e Iran sono indissolubilmente legati in un paradigma dove qualche volta le distanze si accorciano ma molto spesso si dilatano. E in questi giorni la distanza non solo politica ma anche economica, sociale e culturale tra i due Paesi è quanto mai evidente. Da una parte, in varie città iraniane, si svolgono i funerali di Ali Khamenei. Oltre oceano, gli americani si apprestano a festeggiare il 4 luglio, che quest'anno segna 250 anni di indipendenza americana. Due eventi grandiosi, sentiti, partecipati. Che però mettono in evidenza ed espongono al mondo le contraddizioni e le difficoltà che attraversano entrambi i paesi. Ne parliamo con Giovanni Borgognone, professore di Storia delle dottrine politiche all'Università di Torino, e con Shervin Haravi, avvocata e attivista italo-iraniana, impegnata nella difesa dei diritti umani.

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  • Missili e droni su Kyiv: l’attacco più massiccio
    2026/07/02

    Sono almeno 21 i morti e circa 85 i feriti nei raid russi di stanotte su Kiev, come comunicato dal Servizio statale di emergenza dell’Ucraina. Nel frattempo, 34 residenti sono stati tratti in salvo. Ne parliamo con Piero Meda, direttore Paese in Ucraina per WeWorld, Luca Rifiorati, coordinatore dei progetti EMERGENCY in Ucraina, Robin Meldrum, country coordinator di Msf per l'Ucraina.

    Il capo della delegazione negoziale iraniana ha nuovamente smentito che agli ispettori dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica sarà concesso di accedere ai siti nucleari bombardati dagli Stati Uniti. Lo scrive Al Jazeera, secondo cui il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha dichiarato alla televisione di stato che non è vero che agli ispettori sarà permesso di ispezionare i siti di Fordow, Natanz e Isfahan. Ne parliamo con Paolo Magri, presidente del Comitato Scientifico di Ispi, e con Maziyar Ghiabi, professore di Scienze sociali e direttore del Centro studi sull'Iran all'Università di Exeter.

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  • Ankara, al via il vertice Nato
    2026/07/07

    "Sono rimasto molto deluso dalla Nato e, francamente, se il summit non si fosse tenuto in Turchia, dove il mio amico è un leader molto forte, una persona molto forte, probabilmente non avrei partecipato", sono state le parole del presidente americano Donal Trump al suo arrivo ad Ankara. Ne parliamo con Antonio Villafranca, vice presidente per la Ricerca dell'ISPI, e con Riccardo Gasco, Visiting Research Fellow dell’Istanbul Policy Center.

    La Corte d’appello di Parigi ha confermato la condanna di Marine Le Pen per appropriazione indebita di fondi pubblici, condannandola a tre anni di reclusione di cui due sospesi con la condizionale. Eppure la leader della destra francese col suo partito Rassemblement National potrebbe candidarsi alle presidenziali del 2027, ma i giudici oggi l’hanno anche condannata a un anno di braccialetto elettronico. Ne parliamo con Veronica Gennari, giornalista a Parigi.

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  • Trump a ruota libera su Italia e sui Mondiali
    2026/07/06

    Prima la lite con Giorgia Meloni, sfociata nella provocazione dell'ordine restrittivo nei confronti della Premier, poi la persuasione nei confronti di Infantino, numero uno della FIFA, affinché venisse revocata la squalifica del giocatore statunitense Folarin Balogun. Donald Trump continua a sfoggiare la sua assertività, spaziando dallo sport alla politica. Commentiamo con Moris Gasparri, esperto di sport globale, Dino Amenduni, esperto in comunicazione politica, e con Marco Diliddo, direttore del Centro Studi Internazionali.

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  • Guerra in Iran, tregua finita
    2026/07/08

    Dopo l'aggressione verso tre navi commerciali nello Stretto, Washington bombarda obiettivi iraniani e cancella la licenza che aveva riaperto le vendite di petrolio di Teheran. Donald Trump lo ha detto chiaramente al vertice Nato ad Ankara: per lui la tregua può considerarsi finita. Ne parliamo con Ettore Sequi, già segretario generale della Farnesina e ambasciatore.

    Andiamo ad Ankara, dove è in corso il vertice Nato con Beda Romano, corrispondente a Bruxelles e inviato in Turchia per Il Sole24Ore.

    Infine, Antonio Talia, redattore di "Nessun luogo è lontano" ci parla del caso di spionagio che ha visto coinvolto l'ex agente dei servizi segreti Gavino Raoul Piras.

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  • I funerali di Khamenei
    2026/07/09

    Si concludono giovedì sera a Mashhad, in Iran, le cerimonie per i funerali dell’ex Guida Suprema Ali Khamenei. Una cerimonia di commemorazione che ha portato il feretro addirittura in Iraq, in luoghi simbolo dello sciismo, e che ha messo al centro un chiaro messaggio di compattezza dei fronti sciiti in contrapposizione con il nemico statuinitense. Ne parliamo con Maziyar Ghiabi, professore di Scienze sociali e direttore del Centro studi sull'Iran all'Università di Exeter.

    In chiusura del vertice Nato di Ankara, Donald Trump pare abbia ceduto la licenza di produzione dei Patriot al presidente Zelensky. Non solo, il presidente americano pare essersi riavvicinato ai partner europei congratulandosi per gli sforzi di spesa fatti nell'ultimo anno. Ne parliamo con Pietro Batacchi, direttore di Rivista Italiana Difesa.

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  • Alta tensione Italia Russia, tra spie e diplomazia Ucraina e Iran due conflitti, un fattore: il tempo
    2026/07/10

    Dopo l'arresto di due ex agenti dell'Aisi accusati dalla Procura di Roma di spionaggio per aver venduto informazioni alla Russia il ministro degli Esteri ha annunciato l'espulsione degli addetti dell'ambasciata Russa a cui avrebbero passato le informazioni. La reazione di Mosca è arrivata a stretto giro con la portavoce del ministero degli Esteri Maria Zakharova che ha dichiarato all'agenzia di stampa Ria Novosti che la Russia “darà una risposta adeguata” alle espulsioni. Ne parliamo con Oleksandr Danylyuk, ex consigliere speciale del direttore del FISU, l’agenzia di intelligence estera ucraina, esperto di minacce ibride, oggi dirige il think-tank Center for Defence Reforms e il nostro Antonio Talia.

    Non si placa l'escalation Stati Uniti Iran

    Vittorio Emanuele Parsi, professore di Relazioni Internazionali all'Università Cattolica del Sacro Cuore dove dirige l'ASERI - Alta Scuola di Economia e Relazioni Internazionali, autore di "Contro gli imperi. Il futuro delle nostre democrazie nel nuovo ordine mondiale" (Bompiani).

    Kobi Michael, analista del Misgav Institute for National Security and Zionist Strategy e ricercatore all’Institute For National and Security Studies dell’Università di Tel Aviv.

    In chiusura parliamo dei vettori cinesi riutilizzabili con Emilio Cozzi.

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