『Milano l’Avana solo andata』のカバーアート

Milano l’Avana solo andata

Milano l’Avana solo andata

著者: Il Sole 24 Ore
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概要

Molti sono stati affascinati dalla colonna sonora dei Buena Vista Social Club. Dalla foto di Fidel Castro che abbraccia Maradona. Dai racconti di Gianni Minà. Cuba, non c’è dubbio, è diventata negli anni un ideale politico, quello del comunismo caraibico, così diverso e così lontano da Mosca. L’isola che non si era piegata al colonialismo americano. E che, con i suoi eroi buoni, come Ernesto Che Guevara e Camilo Cienfuegos, era riuscita a diventare punto di riferimento della sinistra occidentale. Un’icona a livello globale. Ma dietro i libri di storia e alle immagini dei telegiornali ci sono i racconti di chi a Cuba ha deciso di passare parte della propria vita. Di chi ha visto, piano piano, un sogno trasformarsi in un incubo. Un Paese sempre più povero e disperato, dove l’abbandono dell’Unione sovietica prima e la cattura di Maduro oggi sembrano aver innescato l’inesorabile conto alla rovescia di un regime che reprime i dissidenti e da cui sono fuggite milioni di persone. Il podcast di Luca Benecchi raccoglie il flusso di coscienza di chi, dentro la sinistra italiana, ha visto in Cuba prima un ideale, poi un luogo dove trovare casa. Attraversa decenni, storie familiari, politiche, di terrorismo, di lutti e di nuove nascite. In un continuo rimbalzo tra il personale e il politico che arriva ai giorni nostri. Come una partita a scacchi tra Freud e Fidel, dove chi parla si mette a nudo, senza nascondersi dietro gli slogan. “Milano l’Avana solo andata” è un podcast di Luca Benecchi prodotto da Il Sole 24 Ore Cura editoriale: Andrea Franceschi Registrazioni, supporto autorale e sound design: Daniele Vaschi Design director:  Laura Cattaneo Illustrazioni : Giorgio De Marinis Comunicazione e marketing: Arianna Faina Producer: Monica De Benedictis Responsabile di produzione: Guido Scotti Coordinamento editoriale: Alessandra Scaglioni e Daniele BellasioCopyright 2019 - IlSole24ORE.com 政治・政府
エピソード
  • 01. Cuba, il paradiso perduto
    2026/03/30
    Luisa a Cuba ci è andata la prima volta all’inizio degli anni Ottanta. A Cuba ha vissuto il sogno della politica, l’amore, il dramma del terrorismo e la nascita, quasi accidentale, di una famiglia. Ora è appena rientrata da Cuba e il suo racconto restituisce l’immagine di un Paese che si sta piano piano spegnendo, l’agonia che ha trovato negli anni del Covid il suo definitivo disastro. Gente affamata che cerca cibo nei rifiuti, stipendi da fame, mercato nero e le malattie infettive che piegano intere città, come Santiago. Così organizza una raccolta fondi a Milano e riesce con quei soldi a fornire cento pasti al giorno per i disperati di Santiago. Ma Luisa Morandini a Cuba ci era andata per un altro motivo. Per un fratello, Paolo, che da Cuba non è più tornato. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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    31 分
  • 02. Freud e Fidel
    2026/04/06
    Per capire dove hanno origine i sogni di Luisa Morandini bisogna tornare dove tutto è nato, alla sua famiglia, a suo padre. Morando è stato uno dei più importanti critici cinematografici italiani, autore appunto del dizionario Il Morandini. La sua casa era luogo d’incontro di giornalisti, artisti e, naturalmente, gente del cinema. Così, accanto al sogno cubano, Luisa ne fa crescere un altro: quello di diventare attrice. Dopo aver incontrato la professoressa di greco ex partigiana che per prima le parla della rivoluzione cubana, va a Roma ad inseguire il suo secondo sogno. Incontra registi come Nichetti e Bertolucci, che le apre uno sguardo diverso sul mondo. Mettere insieme Freud e Marx era la sfida di Bernardo Bertolucci, sfida che è diventata anche quella di Luisa. Che si trova in casa un fratello che ha fatto la scelta della clandestinità e del terrorismo. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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    33 分
  • 03. Innamorarsi a Cuba
    2026/04/13
    È stato l’amore il protagonista del primo viaggio a Cuba di Luisa, negli Anni Ottanta. Partecipava, insieme a tanti ragazzi e ragazze, a uno di quei campi di lavoro e solidarietà organizzati direttamente dal Partito comunista italiano con la sua agenzia di viaggio. L’amore a Cuba ha un viso e un nome. Si chiama Valentin. Si presenta come una semplice guida turistica dell’Italturist. E in realtà è una guardia del corpo di Raul Castro, il fratello del Lìder Maximo, Fidel. Un combattente che gira per il mondo per fare trionfare la rivoluzione. Gli occhi di Luisa cominciano a penetrare la realtà, quella vera. Che scopre molto lontana dall’immagine dei poster di Che Guevara appesi in tante camere degli adolescenti italiani. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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    32 分
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