• Marche Biscuits Podcast Live #34 – Ma che buoni | La famiglia che ha trasformato la crisi in cucina
    2026/03/01
    Il trentaquattresimo episodio ci porta a Senigallia, dentro la storia di Ma che buoni: un laboratorio di gastronomia artigianale che ha saputo trasformare la crisi del 2020 in un nuovo inizio. Nata dall’esperienza di una famiglia di ristoratori – attivi fin dagli anni ’90 nel settore delle cerimonie – l’azienda ha vissuto un passaggio decisivo durante il Covid. Fino ad allora il core business era la fornitura ai bar. Con la chiusura improvvisa, tutto si è fermato. E proprio lì è iniziato il cambiamento. Nasce il marchio “Ma che buoni” e il passaggio dal B2B al B2C: piatti pronti artigianali consegnati direttamente a casa. Oggi l’azienda conta 18 collaboratori e mantiene un’identità fortemente familiare, che non è solo un valore comunicativo ma un modello organizzativo reale. Al centro c’è la qualità. La lasagna è il prodotto più richiesto in ogni stagione. Non i tradizionali vincisgrassi marchigiani con le rigaglie, ma una versione più internazionale, più morbida, più trasversale. Una scelta strategica per parlare a un pubblico nazionale. Accanto ai classici, crescono i piatti unici bilanciati – riso, proteine, verdure – e la linea fitness, evoluzione di una collaborazione con uno spin-off del Università Politecnica delle Marche. Calorie, valori nutrizionali e allergeni dichiarati con trasparenza. Non è solo “non ho voglia di cucinare”.
    È mancanza di tempo.
    È vita frenetica.
    È vivere soli.
    È avere difficoltà motorie.
    È voler mangiare bene senza complicarsi la giornata. L’episodio entra anche nella parte meno visibile ma fondamentale: la logistica. Catena del freddo rigorosa, furgoni refrigerati per le consegne nelle Marche, fino al Fermano, in Romagna, Bologna, Roma (consegne settimanali), Trento, Lago di Garda. Per il resto d’Italia, corrieri specializzati. Artigianalità e infrastruttura moderna. Sul fronte comunicazione, la scelta è chiara: metterci la faccia. Maila Perugini racconta prodotti e dietro le quinte su Facebook, Instagram, TikTok. Perché la parola chiave è una sola: famiglia. Famiglia come organizzazione interna.
    Famiglia come ricetta tramandata.
    Famiglia come invito a entrare in casa loro, anche solo attraverso un piatto consegnato. Questo episodio è una riflessione su adattabilità e visione. Su come una crisi possa diventare acceleratore di identità. E su come tradizione e innovazione possano convivere nello stesso contenitore – purché sia fatto bene. 🍪 Marche Biscuits continua a raccontare chi, nelle Marche, trasforma il lavoro quotidiano in cultura del fare.
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  • Marche Biscuits Podcast Live #33 – Cooss Marche | Il sociale che progetta futuro
    2026/03/01
    Nel trentatreesimo episodio entriamo nel cuore del Terzo Settore marchigiano con Cooss Marche, una delle realtà più strutturate e radicate del territorio.Non parliamo di “marketing” nel senso commerciale del termine. Parliamo di marketing sociale. Di relazione. Di progettazione. Di presenza quotidiana nelle comunità.Il dialogo parte da una collaborazione costruita nel tempo con Radio Incredibile e da progetti che hanno lasciato un segno concreto.Tra questi, il Progetto Sollievo, attivato a San Benedetto del Tronto e Ancona, e soprattutto “Facciamoli parlare” (ex Radio Serena): un format radiofonico nato per combattere la solitudine degli anziani e diventato nel tempo anche strumento di informazione e prevenzione, grazie al coinvolgimento della Polizia Municipale di Ancona sul tema delle truffe.La radio come presidio sociale.
    La comunicazione come cura.L’episodio mette in luce un cambiamento profondo nel modo di intendere il lavoro nel sociale. La figura del referente marketing territoriale non “vende servizi”: costruisce reti. Tiene insieme associazioni, stakeholder, enti pubblici. Partecipa a bandi nazionali ed europei. Traduce bisogni in progettualità finanziate.Un approccio olistico, che unisce tecnica, relazioni istituzionali, comunicazione e visione strategica.Ma c’è anche un nodo critico.Il Terzo Settore marchigiano è capillare, competente, spesso più preparato di molti consulenti esterni. Eppure soffre di sottofinanziamento cronico. Esiste ancora un pregiudizio: chi lavora nel sociale viene talvolta percepito come “meno professionale”, nonostante competenze elevate e responsabilità enormi.Cooss Marche rappresenta invece un modello di sussidiarietà concreta: intervenire dove l’ente pubblico non arriva o non riesce ad arrivare, garantendo servizi essenziali.Il paradosso è evidente: alta qualità, basse risorse.Questo episodio è una riflessione sul futuro del welfare territoriale. Sulla necessità di riconoscere il valore del lavoro sociale non solo a parole, ma nelle politiche e nei finanziamenti.🍪 Marche Biscuits continua a raccontare chi tiene insieme comunità, istituzioni e bisogni reali.
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  • Marche Biscuits Podcast Live #32 – Diego Mandolini | Dall’aerografo alla pelle
    2026/03/01
    Il trentaduesimo episodio racconta la storia di Diego Mandolini, in arte DM Tattoo: un percorso fatto di disegno, sacrificio e trasformazione continua.La sua è una passione viscerale, nata da bambino e mai interrotta. Diego racconta di non essere mai rimasto più di un mese senza disegnare. Anche quando faceva l’operaio, il piastrellista, il venditore di mobili o lavorava nel web, l’arte restava la sua costante. In alcuni periodi ha sostenuto fino a tre lavori contemporaneamente pur di finanziare il proprio percorso creativo.Il suo primo grande amore professionale è stato l’aerografo. Una “penna d’aria” che spruzza colore senza toccare la superficie. Strumento delicato, costoso, tecnico. Negli anni ’70 e ’80 veniva usato per il ritocco fotografico prima dell’era digitale; oggi è sinonimo di decorazioni su caschi, moto, camion, giostre.Nel 2006 apre un negozio e si specializza nella decorazione delle attrazioni per bambini nei Luna Park. Viaggia, lavora, si fa conoscere. L’aerografo diventa il suo alter ego.Poi arriva la svolta: Melbourne, Australia. Un anno di vita all’estero, dove trova spazio e riconoscimento. Decora ristoranti, auto, motociclette. Riceve perfino una proposta per insegnare in una scuola professionale di aerografia: “Non hai nulla da imparare, solo da insegnare”. Nonostante la possibilità di restare con uno sponsor, sceglie di tornare in Italia. Con una consapevolezza nuova: il suo talento ha valore internazionale.Ed è qui che avviene la transizione.Dal colore che non tocca alla pelle che si incide.
    Dall’errore correggibile alla responsabilità permanente.Il tatuaggio, racconta Diego, è un’altra dimensione. L’aerografo richiede stabilità senza contatto; il tatuaggio implica contatto, penetrazione dell’ago, igiene rigorosa, precisione assoluta. Se sbagli su un casco, puoi carteggiare. Se sbagli sulla pelle, no.Oggi integra entrambe le anime. Accetta progetti che hanno un valore emotivo forte, come la recente decorazione di un camion per una ex estetista diventata camionista, con i mezzi storici dell’azienda di famiglia raffigurati sulla carrozzeria.È un artista tecnico e sentimentale insieme. Mano ferma, ma cuore dentro le storie.In questo episodio si parla di resilienza, mestiere, talento costruito giorno dopo giorno. E di quella linea sottile che separa un hobby da una vocazione.🍪 Marche Biscuits continua a raccontare chi trasforma una passione in pelle, metallo, colore e memoria.
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  • Marche Biscuits Podcast Live #31 – Apecchio Soccorso | L’estrema frontiera del volontariato
    2026/03/01
    Nel trentunesimo episodio accendiamo i riflettori su una realtà fondamentale per le zone interne marchigiane: Apecchio Soccorso, attraverso la testimonianza di Letizia Landi. Siamo ad Apecchio, piccolo comune al confine con l’Umbria. Un territorio bellissimo, montano, ma logisticamente complesso. Qui la distanza dai centri medici più vicini – Urbania e Cagli – significa una cosa molto concreta: in caso di emergenza, l’ambulanza medicalizzata può impiegare anche 30 minuti ad arrivare. E in quei 30 minuti si gioca tutto. È qui che entra in campo Apecchio Soccorso: volontari che rappresentano la prima risposta, la “frontiera” tra l’evento critico e l’arrivo del medico. Stabilizzare, rassicurare, agire con lucidità. In montagna, lontano da tutto. L’episodio affronta una criticità chiara: la carenza di nuovi volontari, soprattutto giovani. Eppure il percorso è strutturato, serio, formativo. Si parte dai corsi teorici, si prosegue con i trasporti programmati per visite non urgenti, si arriva all’emergenza solo dopo preparazione e affiancamento. Non è improvvisazione. È competenza costruita nel tempo. Letizia racconta l’adrenalina e il panico che convivono negli interventi più complessi. Racconta gli sguardi tra colleghi, il sostegno silenzioso, l’associazione vissuta come una famiglia. Il volontariato non è solo servizio: è crescita personale, consapevolezza, maturità emotiva. Il podcast apre anche una riflessione più ampia sul sistema sanitario. Non si tratta solo di strutture, ma di cultura dell’utilizzo. Nelle aree urbane spesso si ricorre al pronto soccorso per problemi minori; nelle zone montane, invece, si chiama solo quando è davvero necessario. La proposta non è moltiplicare piccoli ospedali, ma potenziare il sistema di trasporto sanitario: ambulanze efficienti, coordinamento, rapidità. E intanto Apecchio resta un territorio vivo: Cannaiola, tartufo pregiato, birra artigianale, montagne che sono sfida e risorsa insieme. Questo episodio è un invito a guardare oltre l’idea che il volontariato sia “senza ricompensa”. La ricompensa c’è. È nella competenza acquisita. Nella comunità che ti riconosce. Nella vita che, a volte, contribuisci a salvare. 🍪 Marche Biscuits continua a raccontare chi tiene in piedi il territorio, anche quando è lontano dai riflettori.
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  • Marche Biscuits Podcast Live #30 – Book Box, Villa Oasi e La Fornace
    2026/03/01
    Il trentesimo episodio ci porta nel cuore di un progetto che unisce cultura, inclusione e senso civico: Book Box, la Biblioteca Biblioteca La Fornace e la collaborazione con Villa Oasi. Qui la cultura non è solo lettura. È manualità, relazione, trasformazione. Book Box nasce con un’idea semplice ma potente: portare i libri dove solitamente non arrivano. Non solo distribuirli, ma farli diventare oggetti vivi, attraverso origami, bricolage, creazioni artistiche costruite con pagine e parole. In un tempo dominato dagli schermi, si torna a usare le mani. Si torna a creare. Tutto questo accade in uno spazio “caldo e accogliente”: la Biblioteca La Fornace di Moie, che ha appena compiuto 18 anni. Non è solo una biblioteca, ma un hub sociale che ospita podcast, eventi, volontariato, iniziative ludiche, tappe di progetti territoriali. Un luogo che tiene insieme comunità e immaginazione. Fondamentale è la sinergia con Villa Oasi, centro clinico dedicato ai disturbi della nutrizione e dell’alimentazione, ospitato in un antico monastero ristrutturato. I ragazzi della struttura producono libri, fascicoli, pubblicazioni che entrano nelle scatole Book Box. Non è terapia raccontata: è partecipazione reale. È dare voce, spazio e dignità creativa. Ma l’episodio affronta anche una ferita aperta. A Jesi le cosiddette “Jescabine” — micro-biblioteche gratuite ricavate da vecchie cabine telefoniche — sono state vandalizzate: libri strappati, strutture danneggiate, segnaletica educativa sottratta nei parchi pubblici. Un contrasto forte con la bellezza che si prova a costruire. La riflessione è chiara: manca spesso il senso della res publica, l’idea che il bene pubblico sia “cosa nostra”. Eppure la risposta non è la resa. La strategia è doppia:
    – continuare a ripristinare il bello ogni volta che viene distrutto;
    – investire sull’educazione, perché l’ignoranza è una forma di schiavitù e la cultura è emancipazione. Questo episodio è un invito a scegliere da che parte stare.
    Dalla parte di chi strappa o di chi ricuce.
    Di chi distrugge o di chi costruisce. 📚 Se volete donare libri, diventare volontari o semplicemente conoscere meglio il progetto, la Biblioteca La Fornace di Moie è il punto di partenza. 🍪 Marche Biscuits continua a raccontare chi rende il territorio più consapevole, una scatola di libri alla volta.
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  • Marche Biscuits Podcast Live #29 – Viaggi di Nozze | Raccontare il mondo, valorizzare le Marche
    2026/03/01
    Il ventinovesimo episodio di Marche Biscuits Podcast Live è dedicato all’associazione Viaggi di Nozze, una realtà nata dall’evoluzione di una community social e trasformata recentemente in progetto associativo strutturato. Il nome può trarre in inganno: non si tratta di un’agenzia specializzata in lune di miele, ma di un omaggio al film Viaggi di nozze di Carlo Verdone. Un riferimento culturale che racconta già lo spirito del progetto: ironico, popolare, profondamente italiano. L’associazione nasce da una passione familiare per il viaggio, condivisa online attraverso racconti, foto e video. Nel tempo, amici e follower hanno iniziato a chiedere di partecipare in prima persona a quelle esperienze. Da qui la decisione di formalizzare tutto, creando una struttura con Presidente, Vicepresidente (Eva) e un gruppo di soci e collaboratori. La missione è doppia. Da un lato, organizzare viaggi di gruppo basati su una “sensibilità” precisa: mete scelte non per moda ma per gusto personale, esperienze accessibili, attenzione ai dettagli. Non solo grandi capitali, ma anche eventi come la Fiera del Tartufo di Acqualagna o borghi meno battuti. Dall’altro, lavorare sull’incoming internazionale, portando turisti stranieri a scoprire le Marche più autentiche: la Vallesina, l’area del Conero, le colline interne lontane dai circuiti più affollati. L’associazione punta molto sull’accessibilità:
    – famiglie con bambini, grazie all’esperienza diretta dei fondatori;
    – persone anziane, coinvolte attivamente nelle uscite;
    – viaggiatori stranieri interessati a un turismo lento e narrativo. In cantiere c’è anche un progetto editoriale: una guida-racconto che unisca esperienza personale e consigli pratici, con una sezione dedicata ai viaggi con bambini. La comunicazione resta multicanale: social, newsletter, gruppi WhatsApp e collaborazioni territoriali. Ma il cuore rimane lo stesso: fare del viaggio un’esperienza condivisa, comunitaria, accessibile. Non un catalogo.
    Non un algoritmo.
    Ma persone che scelgono di muoversi insieme. 🍪 Marche Biscuits continua a raccontare chi trasforma una passione in progetto e il territorio in destinazione.
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    7 分
  • Marche Biscuits Podcast Live #28 – Claudio Fratesi | Relazione, degrado ed evoluzione
    2026/03/01
    Il ventottesimo episodio di Marche Biscuits Podcast Live vede protagonista Claudio Fratesi, psicoterapeuta e figura attiva nel tessuto sociale di Jesi. Una conversazione intensa che attraversa identità personale, crisi della relazione e trasformazioni del territorio. Fratesi si definisce prima di tutto un “aiutatore”.
    Non un terapeuta onnipotente, ma qualcuno che accompagna. L’obiettivo non è la guarigione miracolosa, ma un contributo concreto alla possibilità di vivere meglio, con maggiore consapevolezza. E questa postura nasce da un principio chiaro: l’evoluzione non si ferma mai. Anche dopo anni di professione, si continua a studiare, a mettersi in discussione, a imparare. Il “posto giusto”, per lui, non è un luogo geografico. È una condizione relazionale: calore affettivo, libertà di espressione, assenza di giudizio. Un clima emotivo che permette di essere se stessi senza difese. Nel podcast emerge una riflessione forte sul presente: viviamo in un’epoca di connessione permanente ma di relazioni fragili. La connessione digitale moltiplica i contatti, ma non garantisce ascolto. La relazione, invece, è cura. È tempo dedicato. È profondità. È lentezza in un mondo che corre. Fratesi parla di “degrado” come spauracchio contemporaneo: non solo urbano o strutturale, ma morale e relazionale. Un degrado dell’anima, dei pensieri, della capacità di dialogare. E questo si riflette anche nel contesto marchigiano: politica con poca visione a lungo termine, associazionismo in affanno, giovani che scelgono di andare altrove per trovare spazi di progettualità e autonomia. La migrazione giovanile non è più fuga per necessità, ma ricerca di possibilità. E ogni partenza è una perdita di linfa per il territorio. C’è anche una dimensione più personale e simbolica: un sogno recente, fatto di sorrisi silenziosi, interpretato come riconciliazione interiore. E poi il viaggio, desiderato e necessario, come apertura mentale e ricerca di senso. La parola che chiude l’episodio è semplice e potente:
    Evoluzione. Non restare fermi. Non smettere di imparare. Non smettere di mettere in comunicazione le persone. Perché l’antidoto alla solitudine e al degrado relazionale passa sempre da lì. 🍪 Marche Biscuits continua a raccontare chi prova a ricucire relazioni in un tempo che le consuma.
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    26 分
  • Marche Biscuits Podcast Live #27 – Riserva Ripa Bianca | Natura, comunità e futuro possibile
    2026/03/01
    Il ventisettesimo episodio di Marche Biscuits Podcast Live ci porta nel cuore verde di Jesi, alla scoperta della Riserva Ripa Bianca, oasi WWF che negli ultimi trent’anni ha trasformato un’area degradata in un modello di riqualificazione ambientale e sociale. Ospite della puntata è David Fiori, direttore della riserva, che racconta una storia di rinascita radicale: da discarica a cielo aperto e cave di ghiaia, a ecosistema di 310 ettari con zone umide, boschi, orti sociali e oltre 5.000 visitatori l’anno. Tutto inizia negli anni ’90, quando il Cavaliere d’Italia sceglie quell’area degradata come unico sito di nidificazione regionale. Un segnale potente che attira l’attenzione del WWF e porta, nel 1997, alla nascita dell’Oasi su 18 ettari. Oggi Ripa Bianca è parte del sistema internazionale delle Oasi WWF. Ma Ripa Bianca non è solo biodiversità. È un progetto sociale.
    Un luogo di inserimento e reinserimento per persone con disabilità, per chi affronta percorsi di recupero dalle dipendenze, per chi sta ricostruendo la propria vita dopo difficoltà giudiziarie. È una rete che dialoga con associazioni e realtà territoriali: mobilità sostenibile, agricoltura biologica, lotta all’inquinamento plastico, supporto sociale e integrazione. Uno degli aspetti più interessanti emersi nel podcast è il cambio di percezione: da area “libera” a riserva regolamentata. Non un parco urbano generico, ma un ecosistema fragile da proteggere. Il lavoro è stato anche quello di “tradurre” la biodiversità, spiegando che può esistere perfino accanto a una statale o a una zona industriale. La filosofia che guida il progetto è semplice e potente:
    l’empatia verso la natura è inseparabile dall’empatia verso le persone. «Se il pettirosso o il tasso stanno male, prima o poi staremo male anche noi.» Ripa Bianca dimostra che la tutela ambientale non è un lusso, ma una responsabilità collettiva che incide direttamente sulla salute, sulla qualità della vita e sulle generazioni future. 🍪 Marche Biscuits continua a raccontare luoghi dove la natura non è nostalgia, ma progetto concreto.
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