エピソード

  • "Li scordati del '44" di Giordano De Angelis
    2026/04/02
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    1 分
  • Macerata - 3 aprile 1944
    2026/04/02
    Un racconto che spero Vi emozioni.
    Ogni maceratese dovrebbe ascoltarlo.
    Nel finale il racconto di mia madre ed una poesia struggente di Giordano De Angelis.
    Grazie

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    11 分
  • Poesia 01 - "Babbu"
    2024/09/15
    Babbu Sòreme, mamma e babbu statìa in pena. Adèra tardi. Avìa gghjà fatto cena. Fòri, de née, ce n'era un béllu stratu. Nignìa. E io non ero ringasàtu. Li vardàsci se sa comme adè fatti: jé passa tande cóse pe' la mende. Nó’ lo fa apposta. Inzoma, adè distratti. Eppó, sùbbito dopo, se ne pende. Invatti, me ricordo 'llu momendu, quanno che quella sera ringasai. Era paura, addro che pindimendu ! E sotto, tra le gamme, me vagnai. Babbu ttizzàa lu fócu e statìa zittu. Mi' matre la minestra rescallava. Sòrema stia a sedé su lu vanghìttu, fissàa lu tavulì, senza fiatà. Quell'addra, preoccupata, me guardava, facènnome li segni co' 'na mà, quasci a volémme dì " Ma comme mai !? postà che tu sì tando tondoló da jì cerchènno sembre tandi guai ? 'Mo, te lu téni, se piji 'che mmoccató ! " Mi' matre facìa finda a stà rrabbiata. E, smuscinènno, mango s'era ccòrta, tand'era in pena a tando preoccupata, che la minestra, ammó, jé s'era scotta. Allora faccio : - Va', scùseme tando. Che adèra tardi, non c' 'io fatto mende. Te pò' succede, speciarmende quanno stai, co' l'amici, dendro lu caffè. Io staco vè', nó' m'é succésso gnènde. Su, non te devi preoccupà per me. - Me rispunnì : - Ahó, sì ringasatu ? ! C' 'i fatto stà u' mmoccó co' lu magó. Sciùcchete, ché sarai tuttu vagnatu. E, a rattizzà lu fócu seguitò.

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    3 分
  • Per portare il suo tributo d'affetto alla città è venuto di nuovo tra noi Luigi Pirandello (3 ottobre 1926)
    2024/01/19
    Per portare il suo tributo d'affetto alla città è venuto di nuovo tra noi Luigi Pirandello. La Compagnia d'arte di Luigi Pirandello ha iniziato iersera l'annunciato corso di recite con il tanto discusso lavoro dell'illustre commediografo: Sei perso- naggi in cerca d'autore. L'assoluta originalità del lavoro, non solo per l'arditezza della concezione quanto per la forma del tutto nuova con la quale è presentato sulla scena, ha sollevato anche verso il nostro pubblico, che è accorso in folla, infinite discussioni e commenti similmente a quanto è dovunque avvenuto per le produzioni del teatro Pirandelliano ed in ispecie per questi Sei personaggi che costituiscono un vero tentativo per il rinnovamento del Teatro Italiano. Intorno al teatro pirandelliano si è tanto discusso che può sembrare ormai superfluo tornare sui soliti argomenti che sono stati avanzati a sostegno od avverso questo nuovo lavoro a tesi: qualunque opinione se ne abbia bisogna però riconoscere che ai lavori del Pirandello, e specialmente a quello iersera rappresentato, un interesse che non è solo il risultato di una trama felice o di abilità rilevanti di sceneggiatura, e di dialogo, ma anche di una specie di sgomento che all'attento spettatore ispira la rappresentazione di profonde verità umane, tanto più tragiche quanto meno incomunicabili nella loro integrità ai propri simili. Inteso in tal senso, il lavoro che avevamo iersera il grande pia- cere di ascoltare, non può più essere considerato come una semplice produzione drammatica di nuovo tipo, ma una vera e propria battaglia artistica per la verità, una dolorosa esperienza in forma d'arte, del tragico che la vita contiene e che l'uomo deve sopportare come una croce, che non può non che deporre, nemmeno dimostrare ai suoi simili. Veramente squisita l'interpretazione data al geniale lavoro dalla Signora Marta Abba (la figliastra), artista veramente fine e di alta espressione drammatica, dal primo attore C. (Camillo; ndr) Pilotto (il padre) e dal signor A. (Sandro; ndr) Ruffini (direttore della Compagnia). Queste le parti principali; benissimo le altre. Lo scelto pubblico che gremiva il vasto Politeama seguì con grande attenzione e vivo interesse il lavoro e nelle pause dell'azione applaudì calorosamente gli interpreti chiamando anche alla ribalta l'illustre autore che, come è noto, segue la Compagnia.

    (L'Azione fascista, 3 ottobre).

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    3 分
  • INTITOLAZIONE A FRANCO TORRESI DELLA TERRAZZA DELLA BIBLIOTECA MOZZI-BORGETTI - 16 OTTOBRE 2023
    2023/10/19
    Propongo alcune righe della sua introduzione al secondo dei 4 volumi de “La città sul palcoscenico” perché credo che queste parole raccontino molto il carattere e la Modestia di Franco Torresi: Se di questo doppio volume che vede la luce a sei anni e più di distanza dal primo, il lettore potrà servirsi come di uno strumento, sia pure fragile e sgangherato, per orientarsi in qualche modo nella “nebbia sì folta" che avvolge il paesaggio del nostro passato cittadino anche recente, io sarei già felice. E dovrei scusarmi un po' meno per l'enorme ritardo accumulato, ritardo del resto dovuto a quella colossale inesperienza che è propria dei non addetti ai lavori, aggravata nel mio caso da una altrettanto colossale quanto dispersiva curiosità che mi ha obbligato a girare senza regola da un fondo archivistico all'altro, a non trascurare polverosi scantinati o anguste soffitte, a immergermi tra mille e mille docUmenti, tutti ugualmente interessanti, ma non tutti necessari alla mia ricerca. Spostarsi senza metodo è come camminare al buio, e la fame sconsiderata di notizie propizia brutte indigestioni. Malattia grave, anzi gravissima, quella della curiosità, dalla quale può guarire soltanto chi è "in confidenza con la storia" ed ha per sua immunizzazione "tutte le cose (del passato) innanzi agli occhi come coloro che sono stati presenti: che è proprio el fine della istoria". Io dunque, almeno da questo lato, non corro il rischio di guarire: sono e resto malato, sconsolatamente malato. Un piccolo premio, però, vorrei guadagnarmelo ugualmente, e il perché lo dico subito. Non è di regola, guai a noi se fosse così, ma purtroppo qualche rara volta accade, a causa forse della sterminata produzione editoriale dalla quale con scarse possibilità di difesa siamo giorno dopo giorno aggrediti, che si legga con attenzione un libro, ci si soffermi sulle pagine di un periodico poco patinato, o si sfoglino con interesse le pagine centrali di un quotidiano serio, senza che un grammo di conoscenza vada ad arricchire la mente del povero lettore. Ecco, mi piacerebbe che in premio di una lunga ancorché scombinata fatica, e proprio per questo maggiormente dolorosa, la medesima sorte non toccasse a questo lavoro dal titolo La città sul palcoscenico. Ma se, nonostante tutto, mi capitasse di sprofondare in quella orribile buca del nulla per aver richiamato o prodotto parole che come fresche acque saltellano scendendo allegre sulla dura roccia senza lasciar traccia del loro passaggio, allora, prima di dolermene, direi a quei maceratesi che, senza averne colpa, dovessero trovarsi tra le mani questi volumi, di guardar bene in ogni spigolo di pagina, anche il più riposto: forse potrebbero vedervi sollevato un lembo sottile della loro vita passata, o se, fortunati loro, non fossero ancora in età matura, di quella dei loro padri o dei loro lontani scendenti. Perché questi volumi, a dire il vero, almeno per quanto riguarda lo spazio da me impegnato, non hanno la pretesa di assomigliare a rigorosi testi di storia: sono soltanto un doveroso atto d'omaggio alla città in cui ci troviamo a vivere, che è la protagonista incontrastata di un "racconto" sessant'anni lungo, e a tutti i suoi abitatori di ogni tempo, quasi sempre meritevoli di essere ricordati. Quanto poi all'obbligo morale che incombe su tutti, storici e assemblatori di notizie, e cioè quello di far emergere personaggi e vicende nella loro dimensione reale, badando solo alla nuda essenzialità e non all'enfasi che spesso come aureola santificatrice accompagna il resoconto delle cose passate, e tanto meno ai toni accusatori di chi pretende di giudicare aspetti del lontano ieri con il metro (corto) dell'oggi, posso dire di aver fatto tutto il possibile per rispettarlo, anche a costo di far inghiottire grossi rospi alle mie radicate convinzioni e al mio sconfinato settarismo.


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  • Il giovane artista De Angelis (23 settembre 1903)
    2023/07/23
    Il giovane artista De Angelis ha esposto alcuni suoi saggi di plastica nei negozi Serra, Trevi, Singer e Natali. Il pubblico si ferma volentieri ad osservare, e loda e critica con giusta misura. Noi non abbiamo che a compiacerci col bravo giovane che già sapevamo innamorato dell'arte sua e gli diciamo: bravo ed avanti. La geniale ed indovinata figura di Mimi morente, il ritratto del Signor Fulgenzi, il bozzetto di un monumento ai caduti di Mentana ci sembrano i migliori saggi. Le altre figure danno anche un concetto esatto di quanto possa questo giovane artista maceratese. Nel mentre ci rallegriamo con lui, gli auguriamo che non venga a mancargli quell'incoraggiamento e quell'aiuto che possono formarne un artista fortunato. (L'Unione, 23 settembre).

    www.maceratando.com

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  • Il Primo Maggio (1 maggio1897)
    2023/07/18

    Il primo Maggio. Malgrado lo sfoggio di forza pubblica, la giornata del 1° Maggio è passata, come sempre calmissima anche a Macerata. Nel pomeriggio un centinaio di socialisti, tra i quali alcuni rappresentanti di Pollenza e di Tolentino si riunirono nell'osteria di Sforzacoste, dove era pronta una carciofolata. Inutile dire che la riunione fu oltremodo allegra e fraterna e che l'intervento di alcuni carabinieri a cavallo, comandati dal tenente, i quali avevano preso le posizioni sulle colline circonvicine, pronti a dar l'assalto... ai carciofi al forno, non fece che provocare la più schietta allegria dei convenuti. Il sig. Giuseppe Pannelli brindò al trionfo del socialismo internazionale, parlarono poi lo studente Martini, il quale spiegò il significato del 1° Maggio, e, dietro le insistenze dei presenti, l'avv. Antolisei, che raccomandò ai socialisti una continua ed efficace organizzazione; il 1° Maggio, egli disse, non deve degenerare in un'accademia, ma deve invece essere la data, nella quale vengono passate in rassegna le forze del partito, per trarre da esse nuova lena a progredire in numero ed in potenza. Gli oratori furono applauditissimi. Venne pure raccolta una discreta sommetta a favore del giornale Avanti, per i numerosi sequestri subiti sotto la paterna vigilanza del ministero Starabba. I convitati fecero alla sera, col massimo ordine, ritorno a casa. (La Provincia maceratese). www.maceratando.com

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  • Episodio 0 - a Valter
    2023/07/18
    dedicato a Valter Vitali compagno di viaggio nel progetto Maceratando www.maceratando.com

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