La strage silenziosa dei vigili del fuoco
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概要
In occasione della Giornata Internazionale per la Salute e la Sicurezza sul Lavoro, la UIL FP Vigili del Fuoco intende accendere i riflettori su una crisi sanitaria silenziosa e senza precedenti che colpisce le donne e gli uomini del Corpo. Dietro le nostre uniformi, simbolo di sacrificio e abnegazione, si consuma un’emergenza che il Governo e la politica non può più ignorare.
Nonostante l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) abbia classificato l’esposizione professionale dei Vigili del Fuoco come cancerogena del Gruppo 1, in Italia il cancro non è ancora riconosciuto come una malattia professionaleper i Vigili del Fuoco. Questa classificazione, risalente a quasi quattro anni fa, è rimasta un allarme inascoltato.
A dati allarmanti come quelli secondo cui i Vigili del Fuoco hanno un incidenza del cancro del 9% più alto rispetto alla popolazione media e un tasso di mortalità più alto del 14% è seguita una disarmante inerzia istituzionale: nessun protocollo di decontaminazione e nessuna proceduraoperativa standard; nessuna zonizzazione delle sedi di servizio; nessun potenziamento degli accertamenti di prevenzione da inserire nel libretto sanitario e di rischio.
Il 45% dei Vigili del Fuoco si ammala o muore per patologie di natura cardiocircolatoria. Durante un intervento un Vigile del Fuoco raggiunge costantemente il 95% della frequenzacardiaca massima. Lo sforzo fisico è paragonabile a quello di un atleta d'élite: mentre un’attività intensa supera i 6 MET (Metabolic Equivalent of Task) e un atleta raggiunge i 15-18 MET, un Vigile del Fuoco in attività di soccorso necessita di 16 MET. Tuttavia, questo sforzo avviene spesso in condizioni dicalore estremo, provocando un aumento della trombogenicità, compromissione vascolare e lesioni miocardiche asintomatiche, anche in soggetti sani.
Il cambiamento climatico sta deteriorando le condizioni di lavoro aggravando esponenzialmente il logorio psico-fisico a causa dell’aumento della pressione sui servizi di soccorsotecnico urgente in risposta alle emergenze sempre più frequenti e intense.
Alla luce di quanto esposto, riteniamo improcrastinabile un intervento normativo che garantisca:
- Il riconoscimento automatico della Causa di Servizio per patologie tumorali e del sistema cardio-circolatorio;
- La tutela assicurativa attraverso l’estensione delle disposizioni del Testo Unico INAIL in materia di infortuni emalattie professionali, garantendo al lavoratore la facoltà di optare per il beneficio più favorevole rispetto al riconoscimento della dipendenza da causa di servizio;
- Un piano straordinario di assunzioni per colmare il deficit di organico e abbassare l’età media del personale operativo;
- Lo stanziamento di risorse straordinarie per la zonizzazione delle sedi di servizio al fine di prevenire o limitarne la contaminazione;
- L’adozione di protocolli che prevedano, su richiesta dell'interessato, periodi di de-escalation ogni cinque anni per il personale impiegato in sedi ad alta intensità operativa;
- Lo stanziamento di apposite risorse per l’ampliamento degli accertamenti all’interno del libretto sanitario e di rischio e per la prevenzione del personale in pensione;
- Lo stanziamento di apposite risorse nell’ambito del rinnovocontrattuale per l’istituzione di una indennità di esposizione