La principessa rovinata
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概要
Nel secondo episodio di “Mi chiamo Cristina” la Principessa giunge a Parigi. Ha 23 anni e la città inizialmente le sembra difficile da affrontare senza un soldo e senza conoscenze ci racconta Sandro Fortunati. Affitta una mansarda destinata alla servitù e mette in atto subito una terza ribellione: comincia a lavorare, attività allora vietata alla nobiltà europea come spiega Lia Celi, sfruttando le proprie competenze in materia di ricamo e disegno, ma i suoi esperimenti la portano a collaborare con alcuni giornali come ci anticipa la storica del Risorgimento Maria Chiara Fugazza e la leggenda vuole che firmasse i suoi primi articoli con lo pseudonimo di Principessa Rovinata. Nel frattempo, rientra in possesso di parte della sua rendita, si trasferisce in un nuovo appartamento e grazie alla sua cultura, al suo carattere e alla sua ineguagliabile educazione “Milanese”, e quindi austroungarica, come ci sintetizza Paolo Mieli, crea uno dei “salotti” più originali e rilevanti dell’epoca, facendo innamorare di sé tutti i frequentatori, dal generale La Fayette allo storico Thierry, poi Balzac, Hayez, Bellini, Liszt, e tanti altri personaggi influenti della sua epoca, la cui vicinanza sfrutta per portare finanziamenti alla causa degli esuli Italiani impegnati nelle lotte per la liberazione della penisola dagli invasori.