Luciano Fontana è abituato a stare dietro le immagini.
Regista televisivo, da anni dietro programmi come Otto e Mezzo e Atlantide, ha attraversato la musica, i grandi concerti, Los Angeles, i videoclip internazionali e alcune delle produzioni più importanti della televisione italiana.
Ma in questo ultimo episodio della prima stagione di Inside The Journey abbiamo provato a togliere di mezzo il curriculum.
E siamo tornati a Siracusa.
Al bambino timido, “secco, storto e mezzo bullizzato”, che non riusciva ad allontanarsi dalla madre. Alla famiglia di pescatori e agricoltori. Alla lezione silenziosa di suo padre. Alla paura del mare. Alla decisione di lasciare il nido a diciotto anni e andare incontro, una dopo l’altra, proprio alle cose che gli facevano paura.
Luciano racconta gli inizi da 225 euro al mese, i lavori fatti contemporaneamente per riuscire a pagare l’affitto, le notti dormite in macchina davanti agli studi de La7, i concerti, Pino Daniele, Los Angeles, le produzioni americane e un drone che rischiò di essere neutralizzato dalla US Navy.
Ma soprattutto racconta le persone.
Gli amici perduti. Suo nonno, tornato a piedi dalla Russia. Andrea Purgatori. La moglie. Gli incontri che non si possono più recuperare e quelle telefonate che avremmo potuto fare e abbiamo rimandato troppo.
Perché alla fine, dopo una vita trascorsa a scegliere quale immagine mostrare agli altri, Luciano arriva a una conclusione molto più semplice:
continuare ad andare avanti, senza smettere mai di emozionarsi e di essere umani.
Un episodio sul lavoro, certamente.
Ma ancora di più sulla paura, sulle radici, sul tempo e sulle persone che restano dentro di noi.
Luciano Fontana è l'ospite del ventesimo e ultimo episodio della prima stagione di Inside The Journey.