エピソード

  • 1. In the mood for law - intervista a Stefania Parisi
    2024/07/31
    Stefania Parisi è professoressa di Diritto Costituzionale presso l'Università di Napoli "Federico II" Parisi distingue due principali filoni nel rapporto tra cinema e diritto: uno descrittivo, che offre una visione pacificata del diritto, e uno prescrittivo, che propone una riflessione critica sul diritto e il suo rapporto con il potere.La conversazione si sposta poi su come il cinema rappresenti la giustizia e l'ingiustizia, sottolineando l'importanza del cinema nel formare una cultura della giustizia. Viene infine toccato il delicato rapporto tra verità e dubbio e la rappresentazione delle figure della giustizia nel cinema.
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  • 2. In the mood for law - intervista a Roberto Hernandez (traduzione in descrizione)
    2024/07/31
    Roberto Hernandez, messicano, è avvocato e regista di cinema, autore di film e documentari tra cui "Presunto culpable" e "Fino alla verità: storia di due sequestri", disponibile su Netflix. Riportiamo di seguito la traduzione integrale dell'intervista:- Oggi siamo lieti di avere con noi Roberto Hernandez, messicano, regista e autore di film e documentari. Ti ringraziamo molto per aver accettato il nostro invito a partecipare al podcast.Vorrei iniziare chiedendoti: sei un giustista che ha deciso di prendere in mano la telecamera. Perché? Puoi raccontarci la tua storia?- Sono un regista di documentari e sono anche un avvocato. Durante i miei studi, praticamente non ho mai avuto l'opportunità di vedere come funziona realmente un tribunale.Un giorno, sono stato invitato a partecipare a uno studio presso i tribunali penali di Città del Messico e mi sono reso conto delle condizioni disastrose in cui veniva amministrata la giustizia. Ho capito che la mia formazione giuridica non mi aveva preparato adeguatamente a comprendere il funzionamento reale dei tribunali. Inoltre, ho notato che gli avvocati tendiamo ad essere allergici alle immagini; siamo abituati a leggere dottrina e leggi, ma non a confrontarci con la realtà audiovisiva del sistema giudiziario.Per questo motivo, ho deciso che fosse importante iniziare a filmare ciò che vedevo nei tribunali per mostrarlo al pubblico.- Un documentario particolarmente significativo che hai realizzato è "Presunto Colpevole", che affronta la storia di un caso e, più in generale, il sistema giudiziario messicano. Potresti raccontarci la storia di questo documentario e come il tuo lavoro, anche artistico, si collega alla realtà del Messico?- Ho iniziato a filmare nei tribunali, e questo ha portato alla realizzazione di un cortometraggio di 15 minuti che Carmen Aristegui, una giornalista molto nota in Messico, trasmise in un programma della CNN. Questo cortometraggio mostrava casi di persone ingiustamente incarcerate in Messico e suscitò l'interesse di molte persone ingiustamente incarcerate che erano nella stessa situazione, chiedendo aiuto. Una di queste persone era un giovane di nome José Antonio Zúñiga Rodríguez, falsamente accusato di omicidio. Era innocente, ma era stato condannato a 20 anni di prigione. Questo fu l'inizio di "Presunto Colpevole". Il film è la storia di José Antonio, e mentre lo realizzavo, stavo anche facendo un dottorato in Politica Pubblica all'Università della California a Berkeley. Durante l'estate, viaggiavo e proseguivo con la produzione del documentario. Alla fine, il film è stato pubblicato da PBS, da POV (Point of View Documentaries) e, in Messico, da Cinepolis, una grande catena di cinema che ha contribuito alla sua diffusione. - Il documentario ha ottenuto un ampio successo e, se non sbaglio, è uno dei più visti in Messico.Qual è stato l'impatto di questo documentario, sia diretto che indiretto? - Il fatto stesso di portare un documentario nelle sale cinematografiche per un documentario, fu un evento insolito. All'epoca, non esisteva Netflix e il pubblico messicano non era abituato a vedere documentari, che venivano sostituiti da telenovelas e partite di calcio in televisione, e film di finzione nordamericani al cinema. Tutto questo ha reso difficile l'arrivo dei documentari nelle sale e, per un altro verso, rappresentava una sfida comunicativa per dimostrare che un documentario poteva offrire un'esperienza cinematografica interessante. Al momento della pubblicazione, il film creò una serie di resistenze nel pubblico. Tuttavia, queste resistenze furono superate poco a poco durante i primi fine settimana di proiezione, con un aumento progressivo del pubblico. Purtroppo, verso il terzo fine settimana, il film fu censurato. Il potere giudiziario in Messico reagì negativamente al...
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  • 3. In the mood for law - intervista a Chiara Vitucci
    2024/07/31
    Chiara Vitucci è Professoressa di Diritto Internazionale presso l'Università degli studi della Campania "Luigi Vanvitelli" Nel corso dell'intervista, Vitucci racconta il suo lungo percorso di studi sull'intersezione tra cinema e diritto e a come il cinema possa fornire una visione più ampia e distaccata rispetto alla lettura di testi giuridici, grazie alla forza evocativa delle immagini e dei suoni.Vitucci ha utilizzato film e documentari nelle sue lezioni, scoprendo l'efficacia di questi strumenti didattici. Un esempio significativo è stato l'uso del documentario "The Wall" di Mohamed Al-Attar del 2018, che esplora il parere della Corte Internazionale di Giustizia sul muro costruito da Israele nei territori palestinesi occupati. Infine, con esempi concreti e riferimenti cinematografici, illustra come il cinema possa aiutare nella comprensione del diritto internazionale.
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    20 分
  • 4. In the mood for law - intervista a Germano Maccioni
    2024/07/31
    Germano Maccioni è regista e attore. Ci racconta come è nato il suo documentario "Lo stato di eccezione" sulla strage di Montesole, in cui riaffiora quanto accaduto nei comuni di Marzabotto, Grizzana e Monzuno.Nonostante le difficoltà iniziali e la complessità emotiva del tema, è riuscito a realizzare un film che alterna le testimonianze dei sopravvissuti con la formalità del processo.Viene approfondito anche il suo rapporto con Giorgio Diritti, regista de "L'uomo che verrà", in cui ha ricoperto il ruolo di Ubaldo Marchioni
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    15 分
  • 5. In the mood for law - intervista a Roberta Petrelluzzi
    2024/07/31
    Roberta Petrelluzzi, autrice e conduttrice del programma "Un giorno in pretura", racconta l'origine della sua passione per la documentazione dei processi e le origini della sua carriera televisiva da "Il cittadino che protesta" a "Un giorno in pretura" quando Angelo Guglielmi, nel 1985.Petrelluzzi spiega come il suo programma si sia evoluto da una documentazione di piccoli casi di microcriminalità a una rappresentazione più ampia dei grandi delitti, illustrando il metodo di lavoro prevede la lettura completa degli atti processuali, trasformandoli in una sorta di sceneggiatura che mette a confronto le prove dell'accusa e della difesa, fino alla sentenza.
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    16 分
  • 6. In the mood for law - intervista a Pierandrea Amato
    2024/07/31
    L'intervista con Pierandrea Amato, docente di Filosofia all'Università di Messina, si concentra sull'interrelazione tra immagini, giustizia e diritto.Amato sottolinea che le immagini, come il diritto, non sono ontologicamente vere, ma rappresentazioni distanti dalla verità. La loro funzione è riflettere una realtà sempre parziale e imperfetta.Amato esplora come il cinema e l'iconografia rappresentano la giustizia, evidenziando una forte influenza della tradizione hollywoodiana, che drammatizza e teatralizza il diritto.Questo approccio conferisce alla giustizia un carattere quasi sovrano e distante, differente dalla rappresentazione più popolare e critica del cinema italiano.
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    17 分
  • 7. In the mood for law - intervista a Emanuela Tommasetti
    2024/07/31
    Emanuela Tommasetti, documentarista e autrice de "La memoria del Cóndor". Ha deciso di filmare questo processo per caso. Nel corso dell'intervista parla delle difficoltà narrative che ha affrontato nel suo lavoro e della passione per la storia del Sud America.Tommasetti ha collaborato strettamente con giuristi per comprendere la struttura e le dinamiche del processo. Questi confronti sono stati essenziali per garantire l’accuratezza storica e legale del documentario. L’obiettivo principale del lavoro era restituire memoria e dignità alle vittime del processo al plan Condor, narrando le loro storie e le loro lotte e cercando di enfatizzare la cifra dell'impegno civile.
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  • 8. In the mood for law - intervista a Emiliano Morreale
    2024/07/31
    Emiliano Morreale, storico del cinema, mette a confronto la rappresentazione della giustizia nel cinema statunitense e in quello italiano.Morreale richiama il teatro di Pirandello, dove la verità è spesso sfuggente e il processo è un luogo in cui le cose si complicano ulteriormente. Nel corso della storia del cinema, ci sono state evoluzioni nella rappresentazione delle dinamiche processuali, ma le regole del genere processuale spesso si sono consolidate, sia in Italia che altrove. Anche i cambiamenti nella legislazione, come il nuovo codice di procedura penale in Italia, non hanno portato a grandi modifiche nella narrazione cinematografica.Morreale si sofferma, poi, sul genere dei film processuali e dei legal drama: il processo, sia nell'indagine che nel dibattimento, è strutturato come un dramma teatrale, rendendolo affascinante per il pubblico.
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