エピソード

  • Episodio 9 - Parlare di violenza
    2026/03/15
    Cristina Sartori a dialogo con Carlo Bartoli, presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, per riflettere sulla responsabilità etica dell’informazione quando si raccontano storie di violenza.

    La conversazione affronta temi cruciali: la differenza tra libertà di espressione e libertà di informazione, il valore della verità giornalistica e i limiti che devono guidare chi racconta fatti che coinvolgono la vita delle persone. Si parla del rischio di spettacolarizzazione del dolore, della tentazione del click facile e della necessità di mantenere misura, contesto e rispetto nel racconto delle vicende più delicate.

    Un episodio che invita a guardare oltre la cronaca: perché il giornalismo non è solo narrazione dei fatti, ma una responsabilità sociale che può influenzare il modo in cui una comunità comprende la violenza, le vittime e la giustizia. Raccontare significa scegliere le parole giuste e, soprattutto, sapere quando fermarsi.
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    26 分
  • Episodio 8 - Difendere la vittima
    2026/03/06
    Giuseppe Cammaroto dialoga con Caterina Petrella, avvocata penalista e componente della Commissione reati in ambito familiare della Camera Penale di Roma, per capire cosa accade quando la violenza diventa denuncia e procedimento penale.

    La puntata affronta temi cruciali: il primo contatto tra vittima e avvocato, le misure cautelari immediate per la protezione della persona offesa, il funzionamento del Codice Rosso e l’importanza della raccolta tempestiva delle prove.

    Si parla anche del valore probatorio della testimonianza della vittima, delle audizioni protette per evitare la vittimizzazione secondaria e del ruolo dei centri antiviolenza nel percorso giudiziario. Un approfondimento chiaro su strumenti spesso poco conosciuti: patrocinio gratuito per le vittime di violenza di genere, fondi di indennizzo statali, tutela dei minori e percorsi processuali pensati per proteggere chi denuncia.

    Un episodio che mostra come il diritto possa diventare uno scudo concreto per chi trova il coraggio di rompere il silenzio
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    38 分
  • Episodio 7 - Sopravvivere alla violenza
    2026/02/27
    In questa puntata di Il silenzio avvelena l’anima diamo voce a una storia di violenza, ma soprattutto di trasformazione. Manuela Carnini ha attraversato anni di maltrattamenti psicologici e fisici, un lungo iter giudiziario e una battaglia per essere creduta. Oggi è una sopravvissuta che ha scelto di non restare definita dal dolore, ma di trasformarlo in arte, impegno e rinascita.

    Cristina Sartori dialoga con Manuela Carnini, medico, artista e fondatrice del progetto Fridami, che racconta il momento in cui ha trovato il coraggio di denunciare, le difficoltà del percorso giudiziario e la forza necessaria per ricostruire la propria identità dopo anni di violenza domestica.

    L’episodio affronta temi centrali come l’escalation della violenza psicologica, la violenza assistita davanti ai figli, il peso della solitudine nei tribunali, la lunghezza dei procedimenti penali e civili e la necessità di una rete di sostegno competente. Ma è anche il racconto di una rinascita: attraverso la pittura, la scrittura e la moda, Manuela ha trasformato il trauma in un progetto artistico e sociale che unisce bellezza e consapevolezza, portando un messaggio chiaro nelle scuole e nella comunità.

    Una testimonianza che dimostra che la violenza non è un destino e che chiedere aiuto è il primo passo verso la libertà.
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    29 分
  • Episodio 6 - La voce dei genitori
    2026/02/21
    In questa puntata de Il silenzio avvelena l’anima diamo voce a una storia che non avrebbe mai dovuto essere raccontata: il femminicidio di Alba Chiara, uccisa il 31 luglio 2017 dall’ex compagno.

    Giuseppe Cammaroto dialoga con Massimo Baroni, padre di Alba Chiara, che ha scelto di trasformare il dolore in impegno civile attraverso la nascita dell’Associazione Alba Chiara APS. Un confronto intenso sul peso delle parole – femminicidio contro “dramma d’amore” – sulla vittimizzazione secondaria, sulla responsabilità culturale e sul ruolo fondamentale dell’educazione affettiva nelle scuole.

    Si parla di segnali sottovalutati, di gelosia trasformata in possesso, di stereotipi maschili, di modelli educativi da cambiare. Ma anche di speranza: mostre, incontri pubblici, percorsi formativi per costruire relazioni fondate sul rispetto e non sulla violenza. Un episodio che sposta il focus dalla cronaca alla responsabilità collettiva e ribadisce che il femminicidio è un problema culturale che riguarda tutti.
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    24 分
  • Episodio 5 - Il corpo che parla
    2026/02/14
    In questa puntata de Il silenzio avvelena l’anima entriamo nelle corsie del pronto soccorso, dove la violenza di genere spesso arriva senza essere nominata, ma lascia segni sul corpo e nel comportamento.

    Giueppe Cammaroto dialoga con Claudia Conci, coordinatrice infermieristica in area di medicina d’urgenza, per capire come il personale sanitario intercetta i segnali di maltrattamento, quali procedure vengono attivate e come si garantiscono tutela, privacy e sicurezza alla vittima fin dal primo contatto.

    Si parla di lividi e lesioni sospette, di triage dedicato, di codice arancione e percorso rosa, di obblighi di refertazione, di protezione dei minori e di rete territoriale.

    Un episodio che illumina il ruolo cruciale della sanità nel contrasto alla violenza domestica e spiega perché recarsi al pronto soccorso – anche senza denunciare immediatamente – può rappresentare un passaggio decisivo per la tutela futura. 03-conci (transcript).mp3.pdf
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    22 分
  • Episodio 4 - Le prove del dolore
    2026/02/07
    In questa puntata de Il silenzio avvelena l’anima il focus si sposta sul ruolo delle indagini private nei casi di violenza di genere e sulle nuove frontiere dell’investigazione tra tecnologia, tutela della persona e rispetto della legge.

    Cristina Sartori dialoga con Matteo Ajimi, presidente e amministratore delegato di Argo Spa, per chiarire cosa può fare – e cosa non può fare – un investigatore privato a supporto delle vittime. Dalla raccolta di prove documentali e digitali al monitoraggio di situazioni di stalking, fino alle indagini di cyber intelligence e digital forensics, l’episodio spiega come l’attività investigativa possa rafforzare una denuncia e contribuire alla protezione concreta di chi subisce violenza.

    Si parla di mandato investigativo, liceità delle prove, valore probatorio in sede civile e penale, violenza digitale, revenge porn, ricatti online e violenza assistita. Un confronto chiaro che restituisce uno sguardo realistico su un settore in forte evoluzione e ribadisce un punto fondamentale: documentare è un atto di tutela, e agire per tempo può fare la differenza.
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    17 分
  • Episodio 3 - La legge e il coraggio
    2026/01/31
    Nel terzo episodio de Il silenzio avvelena l’anima, intitolato «La legge e il coraggio», il podcast affronta uno dei passaggi più delicati e decisivi nel contrasto alla violenza di genere: la denuncia.

    Cristina Sartori dialoga con Filippo Maria Bisanti, giurista e ufficiale di Polizia Giudiziaria, per chiarire cosa significa davvero segnalare una situazione di violenza, come farlo in modo efficace e quali tutele si attivano concretamente quando il silenzio viene rotto.

    L’episodio entra nel merito delle diverse forme di violenza – fisica, psicologica, verbale, economica e assistita – spiegando perché nessuna di esse è “indimostrabile” o destinata a restare nel limbo. Si parla di Codice Rosso, di prove digitali, di ascolto protetto, di tempi della giustizia e di rete di protezione, ma soprattutto di coraggio: quello necessario per chiedere aiuto e quello richiesto alla comunità e alle istituzioni per intercettare anche i segnali più fragili.

    Un episodio che restituisce fiducia nello Stato, chiarisce i meccanismi legali e ribadisce un punto essenziale: il silenzio è il miglior alleato della violenza, la parola è già un atto di tutela.
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    22 分
  • Episodio 2 - La mente che ferisce
    2026/01/23
    La violenza non è solo fisica. In molti casi è un processo psicologico lento e sistematico che agisce sulla percezione, sul linguaggio e sull’identità della persona che la subisce. In questa seconda puntata di Il silenzio avvelena l’anima affrontiamo i meccanismi della violenza psicologica insieme alla psicologa Martina Panerai, analizzando le dinamiche di manipolazione, controllo emotivo, svalutazione e dipendenza affettiva.

    La violenza mentale non ha segni immediati, ma produce effetti profondi: confusione, isolamento, perdita di autostima e difficoltà a riconoscere ciò che sta accadendo. Attraverso l’analisi clinica e il racconto, la puntata offre strumenti per comprendere come questi meccanismi si strutturino nel tempo e perché siano così difficili da interrompere.

    Conoscere il funzionamento della violenza psicologica non è un esercizio teorico, ma un atto di prevenzione. Dare un nome ai comportamenti, riconoscere i segnali e ricostruire uno spazio di consapevolezza è il primo passo per spezzare il silenzio e restituire alla parola il suo valore di difesa.
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    29 分