Il "licenziamento algoritmico" che scuote la Silicon Valley
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Il caso dei 26 dipendenti che hanno fatto causa a Meta svela un trend pericoloso: usare l'intelligenza artificiale come alibi etico per decisioni impopolari.
Menlo Park (California). Ventisei ex dipendenti del colosso tech Meta hanno avviato una causa legale contro l'azienda, accusandola di aver utilizzato sistemi di intelligenza artificiale per identificare, selezionare e infine licenziare lavoratori incondizioni di fragilità personale o di salute. L'azione legale, esplosa nei giorni scorsi nei canali giudiziari statunitensi,rappresenta un punto di svolta nel dibattito sul lavoro digitale. Al centro della disputa c’è l'accusa che gli algoritmi abbianodeliberatamente penalizzato dipendenti in malattia, in congedoparentale o con disabilità riconosciute.
Di fronte alle immediate e durissime reazioni dell'opinione pubblica e dei sindacati, Meta ha fatto rapidamente marcia indietro, ritirando la controversa policy interna dopo appena tre giorni. Il caso è di straordinariarilevanza: non si tratta solo di una disputa giuslavoristica, ma delprimo grande scontro pubblico su come le multinazionali rischino di utilizzare la tecnologia come "schermo etico" per sottrarsi alle proprie responsabilità morali.