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GRATEFULMonday⭐️ il podcast di 5pani2pesci

GRATEFULMonday⭐️ il podcast di 5pani2pesci

著者: Alessandra e Francesco
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#GRATEFULMonday! Ogni lunedí un nuovo episodio di vita vissuta per imparare a volare alto e conoscere meglio se stessi. Alessandra e Francesco con la loro semplicità e simpatia vi lasceranno elementi concreti sulla vita di coppia, la fede e il cammino. Per approfondire trovate articoli e testimonianze sul sito 5p2p.it e sul canale YouTube. Fare centro nell’amore è fare centro nella vita.© 2013-2026 5pani2pesci. キリスト教 スピリチュアリティ 個人的成功 聖職・福音主義 自己啓発 衛生・健康的な生活
エピソード
  • Il cammino di Santiago mi ha insegnato ad ascoltarmi in profondità
    2026/08/03

    Chiara è partita per il cammino di Santiago subito dopo la maturità. Il primo giorno era già seduta su un letto a dirsi che voleva tornare a casa: uno pensa che a rimetterla in piedi sia stato il carattere. È stata una cosa molto più piccola, ed è la stessa che alla fine si è portata a casa.

    Pianificare tutto è la gabbia da cui volevi uscire

    Prenotare i posti letto con giorni di anticipo sembra la mossa prudente, e c’è chi si organizza una settimana intera. Poi arriva il giorno in cui cammineresti volentieri ancora un po’, o in cui il corpo chiede di fermarsi prima, e il programma decide al posto tuo: la gabbia te la sei costruita da solo. Vivere il presente comincia da lì, dall’ascoltarsi giorno per giorno invece di stabilirlo in anticipo.

    Quello che ti sta nello zaino

    Tre magliette, due pantaloni e lo spazzolino: la scoperta non riguarda la sopravvivenza, riguarda la felicità, perché con quel poco si sta bene davvero. Le altre cose restano importanti, ma smettono di essere la condizione perché tu stia bene. La differenza tra importante e necessario si vede solo quando togli tutto il resto.

    Quando c’è nebbia ci si ferma

    In montagna, dentro la nebbia, ci si ferma e si aspetta in silenzio che passi: muoversi senza vedere vuol dire scivolare o perdersi. Lo stesso vale nei periodi di confusione, quando dentro c’è disordine e la tentazione è decidere qualcosa pur di decidere. La felicità, allora, è la pace che riesci a tenere anche quando davanti non vedi niente.

    Con Francesco c’è Chiara, sua figlia, tornata da poco dal cammino del nord fino a Finisterre. Si parla del primo giorno con tutti gli ostelli pieni, delle tappe lunghe e dell’asfalto lasciato per il sentiero sull’oceano, di quanto si condivide con sconosciuti prima ancora di farsi il letto — e del perché il cammino non le ha cambiato la vita, ma l’ha riportata alle cose importanti.

    Buon ascolto!

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    53 分
  • Come faccio a capire quali sono i miei doni?
    2026/07/27

    Sappiamo elencare i nostri peccati a memoria, ma se qualcuno ci chiede quali doni abbiamo ricevuto restiamo zitti. Eppure è da lì che si parte per amare qualcuno.

    L’esame di gratitudine

    Dell’esame di coscienza sappiamo tutto: dove siamo caduti, dove ci siamo fatti fregare. Manca l’altra metà, quella di guardare la grazia ricevuta e dargli un nome. Ed è la metà che serve davvero, perché i doni sono lo strumento con cui ami qualcuno.

    Due segnali per riconoscere un dono

    Il primo è che quella cosa ti supera: la fai e capisci che è più grande delle tue capacità, che non viene solo da te. Il secondo arriva da fuori, quando persone diverse — anche chi non ti conosce — ti rimandano la stessa cosa. Se entrambi i segnali puntano nella stessa direzione, lì c’è un dono.

    Doni e capacità sono due cose diverse

    Saper suonare la chitarra, organizzare, stare con i bambini: quelle sono capacità, te le sei costruite studiando. I doni sono un’altra categoria — la fede, la compassione, la preghiera, la forza, la gioia — e stanno sopra il tuo livello. Confonderli è ciò che porta a cercare i doni nel posto sbagliato, e il Signore affida proprio sulle capacità che già hai il peso di un dono.

    C’è un lavoro concreto da fare: leggere Galati 5 e 1 Corinzi 12, scriversi la lista dei doni dello Spirito e poi chiedere agli amici più intimi quali di questi arrivano a loro attraverso di te. E insieme chiedere quelli che mancano — per crescere come Chiesa, nell’amicizia, nel cammino che state facendo.

    Buon ascolto!

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    1 時間 3 分
  • Dare la vita
    2026/07/20

    Aspetti di essere pronto per dare la vita — di aver risolto le tue ferite, di aver capito la tua vocazione, di trovare la persona giusta. Ma è il contrario: non è risolvere che ti porta a dare la vita, è dare la vita che ti porta a risolvere.

    Non diventi all’altezza per merito

    C’è un modo di stare nella vita che consiste nell’aspettare di essere abbastanza: abbastanza forti, abbastanza capaci, abbastanza guariti. Ma all’altezza ci si diventa entrando nella bagarre e mettendosi in prima linea, prendendosi anche qualche bastonata in faccia che non avevi visto arrivare.

    Dal perché al per chi

    Cerchiamo la vocazione per capire noi stessi, per stare bene, per dare un senso alla nostra vita: finché al centro resti tu, il conto non torna. La domanda giusta è per chi: quando quello che fai lo fai perché ami una persona e pensi al suo bene, la strada comincia a essere quella buona.

    I doni sono per gli altri

    La preghiera da fare non è cosa voglio fare della mia vita, ma: Signore, cosa ci devo fare con quello che mi hai dato? Ognuno ha doni veri — la fede, l’empatia, la misericordia, la forza, la capacità di stare nel silenzio di un altro — e quei doni si mettono a servizio, perché i frutti di un albero non sono per l’albero.

    Se questo cammino che abbiamo fatto in queste settimane sul discernimento vocazionale ti dice qualcosa, riprendi gli episodi con calma, prendi appunti e verificali con il tuo padre spirituale o con gli amici con cui cammini. E parti proprio da ciò che ti ha fatto arrabbiare: spesso è lì la miniera su cui lavorare.

    Buon ascolto!

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    47 分
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