エピソード

  • Il Buddha e il suo insegnamento originario
    2026/09/02

    Che cosa significa davvero soffrire?

    E soprattutto: possiamo liberarci dalla sofferenza?

    In questo episodio di FilosofIndia Pop incontriamo Siddhārtha Gautama, l’uomo che diventerà il Buddha, il “Risvegliato”.
    Partiamo dall’India di più di 2500 anni fa e dalla sua scelta di abbandonare ricchezza, famiglia e privilegi per cercare una risposta a una domanda universale.

    Scopriremo i quattro incontri, la Grande Rinuncia, gli anni di meditazione e l’esperienza dell’ascesi estrema. Fino alla scoperta della Via di Mezzo, lontana tanto dall’eccesso dei piaceri quanto dalla mortificazione del corpo.

    Ma che cosa ha visto davvero il Buddha sotto l’albero della Bodhi?

    Parleremo di impermanenza, non-sé, desiderio e attaccamento, e del modo in cui questi elementi sono legati alla nostra sofferenza. Arriveremo poi a Sārnāth, dove il Buddha pronuncia il suo primo sermone e presenta le Quattro Nobili Verità. Dalla diagnosi della sofferenza alla possibilità della sua cessazione, fino al Nobile Ottuplice Sentiero. Un viaggio alle origini del pensiero buddhista, per scoprire una filosofia che non ci chiede di fuggire dalla realtà, ma di imparare a guardarla in modo diverso.

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    37 分
  • Tutto è metafora: la teoria del significato di Sthiramati
    2026/07/19

    In che modo le parole si riferiscono al mondo? Quando diciamo "albero", "persona" o persino "io", stiamo davvero nominando qualcosa di reale oppure stiamo costruendo un'immagine della nostra esperienza? In questo episodio di FilosofIndia esploriamo l'originale teoria del linguaggio del filosofo buddhista Sthiramati, uno dei maggiori pensatori della scuola Yogācāra. Seguendo l'interpretazione proposta da Roy Tzohar (“A Yogācāra Buddhist Theory of Metaphor”, OUP 2018), scopriremo perché, secondo Sthiramati, ogni uso del linguaggio è inevitabilmente metaforico. Una tesi radicale che mette in discussione il rapporto tra parole, realtà e conoscenza, ma che al tempo stesso cerca di spiegare come il linguaggio possa continuare a essere significativo. Un viaggio nel pensiero buddhista del VI secolo che sorprende per la sua straordinaria attualità e che invita a ripensare il modo in cui descriviamo, comprendiamo e condividiamo il mondo.

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    20 分
  • Le Upaniṣad: le radici della filosofia indiana classica
    2026/06/21

    In questo episodio di FilosofIndia Pop ci immergiamo in uno dei testi più affascinanti della storia del pensiero umano: le Upaniṣad. Sono state spesso presentate come libri mistici o religiosi, ma in realtà costituiscono uno dei primi grandi laboratori filosofici del mondo. Molte delle idee che caratterizzeranno le scuole dell'India classica e post-classica nascono infatti qui, in forma ancora fluida, spesso poetica, talvolta enigmatica.

    La parola Upaniṣad significa letteralmente "sedersi vicino", cioèaccostarsi al maestro per ricevere un insegnamento riservato. Questi testi rappresentano infatti una conoscenza esoterica, destinata a pochi discepoli.

    Oggi gli storici ritengono che le Upaniṣad più antiche siano state composte tra l'VIII e il V secolo avanti Cristo, in un periodo di profonde trasformazioni sociali e politiche dell'India ìsettentrionale. Non si tratta di testi scritti da un singolo autore o appartenenti a una scuola unitaria. Sono il risultato di secoli di elaborazione all'interno di ambienti sacerdotali differenti.

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    16 分
  • Ragione e meditazione nel buddhismo mahāyāna - Intervista a Serena Saccone
    2026/06/14

    In questo episodio di FilosofIndia Talks abbiamo avuto il piacere di ospitare Serena Saccone, con la quale abbiamo riflettuto sulla relazione tra conoscenza razionale e conoscenza meditativa nel contesto del buddhismo mahāyāna, in particolare a partire dall'analisi del processo di conoscenza operata dalla scuola logico-epistemologica intorno al VI-VII secolo d. C. Se Dinnāga e Dharmakīrti sono i primi ad affrontare di petto il tema del rapporto tra conoscenza sensoriale e conoscenza concettuale, essi ereditano dal loro predecessore Vasubandhu (IV d. C.) l'analisi della relazione tra mente e materia. Saranno poi Śāntarakṣita e il suo illustre allievo Kamalaśīla (VIII d. C.) a sviluppare questo discorso in una direzione che ricorda da vicino alcuni esiti contemporanei della filosofia della mente.

    Margherita Serena Saccone è una studiosa di buddhismo indiano, filosofia buddhista e tibetologia. Si è laureata in Filosofia presso l'Università degli Studi di Napoli L'Orientale e ha conseguito il dottorato in Studi Indologici e Tibetologici presso l'Università degli Studi di Torino. La sua ricerca si concentra sulla filosofia buddhista dell'VIII secolo, sulla logica buddhista e sulla tradizione logico-epistemologica. Attualmente è Professoressa Associata di religioni, filosofie e culture dell'Asia meridionale e centrale presso l'Università degli Studi di Napoli L'Orientale.

    È autrice della monografia On the Nature of Things: A Buddhist Debate on Cognitions and Their Object, pubblicata nel 2018 da Arbeitskreis für Tibetische und Buddhistische Studien der Universität Wien, in cui analizza il dibattito buddhista sulla cognizione e sugli oggetti della conoscenza nell'India classica.

    È coautrice con Péter-Dániel Szántó del volume Tantra and Pramāṇa: A Study of the Sāramañjarī, pubblicato nel 2023 da UniorPress, in cui approfondisce i rapporti tra buddhismo tantrico, logica e filosofia della conoscenza.

    Le sue pubblicazioni costituiscono un importante contributo internazionale agli studi sul buddhismo mahāyāna e sulla filosofia buddhista indiana.

    https://unifind.unior.it/get/person/200173







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    1 時間
  • Che cosa esiste davvero? L’ontologia dei Sarvāstivādin
    2026/05/22

    Entriamo in uno dei territori più affascinanti e meno esplorati della filosofia buddhista: l’ontologia dell’Abhidharma, e in particolare la riflessione della scuola Sarvāstivāda così come viene ricostruita da Paul Williams nel bell'articolo On the Abhidharma Ontology. La domanda da cui partiamo è apparentemente semplice: Che cosa esiste?

    Ma appena proviamo a rispondere, il terreno sotto i piedi inizia atremare. Esistono solo le cose che possiamo vedere e toccare? Esiste il passato? Esiste il futuro? Esistono gli unicorni? E soprattutto: come possiamo parlare di qualcosa che non esiste?

    Per i filosofi dell’Abhidharma, il problema non era semplicemente capire che cosa esiste, ma capire in chemodo esiste.

    In questo episodio di Filosofindia - che non sarà soltanto una ricostruzione storica ma anche un viaggio dentro problemi che attraversano tutta la filosofia: il linguaggio, la coscienza, il tempo, la memoria, la percezione - vedremo qualcosa di sorprendente: alcune idee presenti nella filosofia buddhista antica anticipano questioni che ritroveremo nel '900, in particolare con Franz Brentano e la filosofia del linguaggio

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    21 分
  • Il Tantrismo: filosofia, rituale e trasformazione
    2026/03/21

    Quando in Occidente sentiamo la parola “tantra”, molto spessopensiamo immediatamente a qualcosa legato alla sessualità: ilcosiddetto tantric sex, pratiche erotiche spiritualizzate,corsi di coppia, manuali di sensualità mistica.

    Ma questa immagine è in gran parte un malinteso moderno. Il tantrismo è in realtà una tradizione religiosa e filosoficaestremamente ampia, sviluppatasi in India nel corso di molti secoli e che ha influenzato profondamente non solo l’induismo, ma anche il buddhismo e, in misura minore, altre correnti religiose dell’Asia.

    In questo episodio di FilosofIndia Pop proveremo a fare quattrocose:

    1. Prima di tutto cercheremo di capire che cosa significadavvero la parola “tantra” e cosa si intende con “tantrismo”.

    2. Poi vedremo come e quando nasce questa tradizione, e quali sono i suoi testi principali.

    3. Nella terza parte entreremo nella filosofia del tantrismo,cioè nella visione del mondo che sta dietro alle pratiche rituali.

    4. Infine analizzeremo una distinzione importante: quella tratantrismo śivaita e tantrismo viṣṇuita.

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    18 分
  • Meditazione e neuroscienze
    2026/02/27

    In questo episodio di FilosofIndia esploriamo il dialogo tra meditazione buddhista e neuroscienze, concentrandoci su una domanda centrale: la coscienza è una semplice successione di stati mentali o un campo unitario che integra ogni esperienza?

    A partire dalla scuola yogacāra (IV–V secolo d. C.), analizziamo l’idea di una “coscienza di base”, una consapevolezza costante e pre-riflessiva che funge da sfondo a percezioni, emozioni e pensieri. Non una sostanza metafisica, ma un flusso continuo di vissuti corporei che rende possibile l’unità dell’esperienza.

    Le neuroscienze contemporanee, studiando fenomeni come l’enterocezione e la consapevolezza corporea, sembrano offrire punti di contatto con questa intuizione. La meditazione diventa così un laboratorio privilegiato per osservare dall’interno i processi mentali e comprendere meglio la struttura della coscienza.

    Episodio basato principalmente su: Monima Chadha, Meditation and unity of consciousness: a perspective from Buddhist epistemology (Phenom Cogn Sci 2013).

    Lutz, A, Dunne, J. D., & Davidson, R. J., Meditation and the neuroscience of consciousness: An introduction (In P. Zelazo, M. Moscovitch, E. Thompson (Eds.), Cambridge Handbook of Consciousness (pp 499–554). Cambridge, MA: Cambridge University Press 2007).



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    27 分
  • La filosofia oltre i confini culturali - Intervista a Alfredo Tomasetta
    2026/02/09

    In questo episodio di Filosofia Talk parliamo con Alfredo Tommasetta del suo libro Io e mondo nella filosofia indiana (Carocci 2025). Una chiacchierata sul superamento della distinzione tra Oriente e Occidente, sullo statuto filosofico del pensiero indiano e sul rigore teorico di scuole come l’Abhidharma e il Nyāya, per ripensare che cosa intendiamo davvero per filosofia.

    Alfredo Tomasetta è Professore Associato di Filosofia e Teoria dei Linguaggi presso la Scuola Universitaria Superiore IUSS Pavia. Ha studiato filosofia presso l’Università degli Studi di Milano, il King’s College London e l’Università Vita Salute San Raffaele dove ha conseguito il dottorato in Filosofia e Scienze Cognitive. E’ stato assegnista di ricerca presso l’Università degli Studi di Bergamo, assegnista e ricercatore presso la Scuola Universitaria Superiore IUSS Pavia, e ha insegnato corsi di Semantica Formale, Filosofia della Mente e Filosofia della Scienza presso l’Università Vita-Salute San Raffaele. Specializzato in filosofia della mente, filosofia delle scienze cognitive e metafisica analitica, tra le sue aree di competenza ci sono la logica formale, la filosofia del linguaggio e la filosofia classica indiana. Oltre a vari articoli su riviste italiane e internazionali, ha pubblicato quattro libri: Esistenza necessaria e oggetti possibili (Cuem 2008), Coscienza e modalità (Aracne 2012), Persone umane (Carocci 2015) e, con Michele Di Francesco e Massimo Marraffa, Filosofia della mente (Carocci 2017).

    https://www.iusspavia.it/it/rubrica/alfredo-tomasetta

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    48 分