Ep. 94: Renata Gili - Fiducia, prevenzione e il paradosso della sanità che cambia
カートのアイテムが多すぎます
カートに追加できませんでした。
ウィッシュリストに追加できませんでした。
ほしい物リストの削除に失敗しました。
ポッドキャストのフォローに失敗しました
ポッドキャストのフォロー解除に失敗しました
-
ナレーター:
-
著者:
Renata Gili sorride quando racconta che fino al Covid, se diceva di essere un'igienista, le persone pensavano all'igienista dentale. La sua specialità, Igiene e Medicina Preventiva, è emersa dal sommerso con la pandemia. Medico di sanità pubblica a Torino, tiene la rubrica settimanale Una mela al giorno su Repubblica Torino ed è attiva sui social. Ha iniziato a fare divulgazione nel 2019 con Roberto Burioni. Da poco è mamma e racconta la voglia di ripartire col suo secondo lavoro, la comunicazione scientifica.Perché un medico dovrebbe fare divulgazione? La prima risposta di Renata è disarmante: "Lo faccio perché mi piace." La seconda è sociale, partecipare alla vita della comunità con quello che si sa fare. La terza è più strutturale e ruota intorno a quello che lei chiama il paradosso della fiducia. La fiducia nei medici e nelle istituzioni sanitarie sta calando tantissimo. Durante il Covid c'è stato un breve momento di applausi, poi il vento è cambiato in fretta. Oggi molti si fidano meno di chi lavora davvero per farli stare meglio e si fidano dell'influencer che parla di medicina senza essere medico, che interpreta la scienza a modo suo, che parla per opinioni sentite. "È molto strano pensare che ci sia qualcuno in grado di lavorare veramente per salvarci la vita, e persone che di queste istituzioni non si fidano ma si fidano del primo sconosciuto su TikTok."Il paradigma è cambiato. Fino a pochi anni fa quello che diceva il medico era quasi la Bibbia. Adesso siamo all'estremo opposto: me l'ha detto il medico, quindi è una cavolata, perché è pagato da Big Pharma. Renata riconosce che una parte di responsabilità è dei medici stessi, che storicamente non hanno coltivato la capacità di comunicare. La disinformazione sui social viaggia più veloce delle informazioni concrete, e quando tocca la salute diventa pericolosissima.C'è poi un secondo paradosso, quello dell'invisibilità. La prevenzione previene catastrofi che quindi non si verificano, e nessuno si rende conto che non si sono verificate proprio grazie a quella strategia. "I vaccini sono vittime del loro stesso successo. Hanno funzionato, quindi non vediamo più ciò che in passato ci faceva stare molto male." Non moriamo di poliomielite, non vediamo più epidemie di morbillo. Lo dimentichiamo, e quel dimenticare alimenta l'idea che i vaccini siano inutili.Sull'intelligenza artificiale Renata è lucida. Il dottor Google è stato sostituito da ChatGPT, che risponde come se fosse una persona. Cita un esperimento raccontato su Nature: una ricercatrice ha inventato una malattia, la binoximania, l'ha descritta in un paper dichiarando che era uno scherzo, poi l'ha messa online. L'intelligenza artificiale ha cominciato a diagnosticarla. Lei la usa come strumento solo quando ha già le sue fonti e le sue idee, e ricorda che nel suo lavoro l'empatia è un requisito fondamentale, dietro le piattaforme non ci sono esseri umani.L'ultima parte è la più politica e ruota intorno a un dato che spiazza. Negli Stati Uniti la spesa sanitaria pagata di tasca propria dai cittadini è circa il 10%. In Italia ha superato il 20%. "Continuiamo a pensare di vivere in un sistema in cui la sanità è pubblica. I dati invece parlano di un sistema in cui c'è molto privato, moltissimo." Le liste d'attesa costringono a rinunciare alle cure, i medici di famiglia mancano, a Torino ci sono migliaia di pazienti orfani. I medici rimasti sono sovraccarichi, la burocrazia divora la giornata, il burnout porta ad abbandoni. Anche in pronto soccorso scappano medici e infermieri. Renata chiede che ognuno prenda coscienza del fatto che la sanità pubblica che abbiamo nel cuore sta cambiando, e che serve una scelta politica su dove andare. Nel frattempo, il suo lavoro di divulgazione prova a tenere aperto un canale di fiducia, una mela al giorno alla volta.