Ep.35 - Le gelsominaie di Milazzo, le mani che profumavano Parigi
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Si raccoglieva quando il paese ancora dormiva, ben prima dell'alba: il gelsomino non sopporta il sole, e chi aspettava il mattino tornava a casa con un raccolto già rovinato. Nella piana di Milazzo a chinarsi sui campi erano in migliaia, quasi tutte donne, molte poco più che bambine. Servivano una pazienza infinita e dita leggere, perché per mettere insieme un solo chilo bisognava staccare i boccioli a uno a uno, a migliaia. La paga era miseria. Eppure quegli stessi fiori, una volta lavorati, viaggiavano fino in Francia e finivano nei profumi più cari d'Europa: un lusso che a chi li coglieva sarebbe rimasto per sempre vietato.
Finché, in una estate del dopoguerra, qualcosa cambiò. Le raccoglitrici si fermarono, lasciarono i fiori sulle piante e scesero in piazza: fu una delle prime volte, in Sicilia, che furono le donne a guidare una protesta. Questa è la loro storia — e ha qualcosa a che fare anche con la mia.
Fonti
Vincenzo Consolo, L'olivo e l'olivastro (Mondadori, 1994) — la citazione letteraria. Santì La Rosa e Venera Tomarchio, Gelsominaie. Storie di donne, lotte, fiori e profumi (Lombardo Edizioni) — monografia su archivio familiare e CGIL Milazzo. Pippo Oddo su Sicilia Agricoltura — dati su coltivazione e irrigazione. Riscontri sui fatti: Collettiva (CGIL), Balarm, Quotidiano di Sicilia, EcoInternazionale, Palermoviva, LiveUnict, Antudo, Sicilian Post. Testimonianze dirette di ex raccoglitrici: Oggi Milazzo.