Ep. 0.3 · Dove finiscono le parole — il corpo, la scena, la materia
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Ogni blocco psicologico è una storia che ha finito le parole.
Hai già capito tutto, l'hai spiegato benissimo, e non cambia niente. Perché il «capire tutto» è una delle difese più raffinate che esistano: finché spiego, non sento.
Quando le parole finiscono si può cambiare lingua: il teatro, il corpo, la materia. In questo episodio ti racconto perché il teatro in terapia non è recitare (la maschera non nasconde: rivela, a distanza di sicurezza), perché il corpo sa prima della mente, e cosa succede quando la creta, il filo o la carta danno unfuori a ciò che stava dentro: ciò che ha un fuori si può finalmente guardare, toccare, trasformare.
E sgombriamo il campo dall'equivoco più frequente: non serve saper disegnare. Qui niente viene valutato: viene ascoltato.
Il gesto: trenta secondi di materia, quando il rimuginio gira a vuoto.
La Scintilla: qual è la cosa che hai spiegato mille volte senza che spiegarla la cambiasse di un millimetro? E se domani, invece di dirla, la facessi?
Una nota sul linguaggio. In questo podcast, quando parlo, uso il femminile per generalizzare; nei testi scritti trovi la schwa (ə). Non è una distrazione né una presa di posizione contro nessuno: è una scelta di cura. Qualunque sia la tua identità di genere, qualunque sia il tuo orientamento, qui ogni parola è anche per te.
Le Porte del Sé è il podcast di Echi del Sé, con Ramona, psicoterapeuta a indirizzo psicoanalitico-psicodinamico e teatroterapeuta.
L'Atanor del Sé, ogni domenica su Instagram: @echidelse
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In arrivo: Le Scintille del Sé, ogni lunedì dal sito www.echidelse.it
Apri piano. Le porte non si sfondano, si attraversano.