La Mala del Brenta diventa Mafia del Brenta
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Per anni è stata considerata solo una banda di rapinatori. Poi qualcuno capisce che non è così.
In questa puntata raccontiamo il passaggio decisivo: quando la mala del Brenta viene letta – per la prima volta – come un’organizzazione di stampo mafioso. Un sistema coeso, capace di intimidire, controllare il territorio, infiltrarsi nel gioco clandestino e riciclare denaro.
Attraverso il racconto delle tecniche investigative degli anni ’80 – intercettazioni, fermi di polizia giudiziaria, confidenti, microspie, telecamere – emerge il contesto in cui maturano le indagini. E soprattutto emerge l’intuizione di chi decide di non rincorrere più i singoli reati, ma di ricostruire l’intera struttura dell’organizzazione.
Un’intuizione inizialmente isolata, persino derisa, che porterà però al maxiprocesso degli anni ’90, alle condanne e all’arresto definitivo di Felice Maniero.
È qui che la storia cambia: la banda non è più una somma di reati, ma un sistema mafioso.
🎙 Podcast realizzato dal Centro Pavone con il contributo del Comune di Mira
⏱ Capitoli
00:00 – Quando lo Stato decide di reagire
00:46 – Gli strumenti investigativi degli anni ’80
02:05 – Fermi, perquisizioni e intercettazioni
03:17 – Il processo “sulle carte” e i limiti del sistema
04:32 – Il nuovo codice dell’89 e le difficoltà operative
05:33 – Il mondo grigio dei confidenti
07:02 – L’intuizione: studiare la banda come organizzazione
08:12 – Cellulari, microspie e nuove tecnologie
11:04 – L’operazione al Casinò e le microtelecamere
12:31 – Il quadro completo: omicidi, rapine, droga e riciclaggio
13:27 – Dalla Mobile alla DIA
14:20 – L’accusa di associazione mafiosa
14:58 – L’isolamento di chi aveva visto prima
15:40 – Le condanne e la svolta
17:03 – Il cerchio che si chiude: l’arresto definitivo