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Due Pagine - Attualità ed Economia

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著者: Marco Belluzzo
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Due Pagine è il podcast quotidiano che ti aiuta a capire le notizie e i trend più importanti di economia, politica e attualità, senza rumore di fondo.

Sfogliamo le prime pagine dei giornali italiani e le trasformiamo in una conversazione a due voci: agile, intelligente e mai ingessata. Fatti, spunti e contesto per orientarsi nel mondo della finanza e della geopolitica.

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政治・政府 日次 経済学
エピソード
  • Pensioni dimezzate e fine dell’Ilva | Ven 14 ago
    2026/08/14
    Italia ed Europa sono davvero pronte ad affrontare le sfide del futuro?
    In questo episodio analizziamo alcune delle grandi fragilità che stanno mettendo alla prova l’Italia e l’Europa: dalla crisi demografica alla gestione dei flussi migratori, dalla trasformazione dell’industria alla siccità, fino alla sostenibilità del welfare e del patto tra generazioni.
    Partiamo dall’immigrazione, uno dei temi più divisivi del dibattito europeo. L’invecchiamento della popolazione e la carenza di lavoratori rendono sempre più evidente la necessità di un’immigrazione regolata e qualificata. Ma il vero nodo è un altro: come trasformare i flussi migratori in un’opportunità per aumentare competenze e produttività, evitando che il lavoro a basso costo diventi un alibi per rimandare le necessarie trasformazioni del sistema economico?
    Ci spostiamo poi sull’industria, dove l’automotive diventa il laboratorio di una transizione molto più ampia. Europa e Italia devono confrontarsi con la necessità di rafforzare la propria autonomia strategica, proteggere le filiere e presidiare tecnologie, energia e materie prime critiche. Una sfida che riguarda non solo l’auto, ma anche siderurgia, chimica e farmaceutica.
    E proprio la siderurgia ci porta a Taranto, dove il futuro dell’ex Ilva riapre una questione fondamentale: può l’Italia permettersi di perdere una delle sue infrastrutture industriali strategiche? Tra il rischio di spegnimento dell’area a caldo, la riconversione degli impianti e la necessità di mantenere una filiera integrata, il caso Ilva rappresenta uno dei simboli della possibile deindustrializzazione italiana.
    Parleremo anche della crisi dell’agricoltura, sempre più esposta alla siccità e agli effetti del cambiamento climatico. Dalle perdite produttive alla crescita dei costi di carburanti e fertilizzanti, fino alla necessità di investire in infrastrutture idriche, irrigazione di precisione e nuove varietà agricole: la gestione dell’acqua diventa una questione economica e strategica, non soltanto ambientale.
    Sul fronte del lavoro, affronteremo il tema della sicurezza dopo la tragedia di San Vito Lo Capo, ma anche il rapporto sempre più complesso tra lavoro, caldo estremo e cambiamento climatico.
    Infine, il tema che attraversa tutti gli altri: la demografia. L’inverno demografico italiano mette sotto pressione pensioni, welfare, sanità e mercato del lavoro, mentre cresce il divario tra la percezione dei rischi legati alla non autosufficienza e la reale preparazione finanziaria delle famiglie.
    Un episodio per capire perché demografia, immigrazione, industria, agricoltura e welfare non siano problemi separati, ma pezzi dello stesso puzzle. Perché il futuro dell’Italia dipenderà dalla capacità di passare dalla gestione delle emergenze a una vera strategia di lungo periodo — e di costruire un nuovo patto sociale e generazionale.

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    14 分
  • Shopping italiano in Germania e bebè finanziari | Gio 13 ago
    2026/08/13
    Italia, Europa e futuro: quanto costa governare pensando al lungo periodo? L’Europa riuscirà a guardare oltre le prossime elezioni?
    In questo episodio partiamo dalla memoria di Sant’Anna di Stazzema per arrivare a una delle sfide più attuali della politica europea: come costruire istituzioni capaci di prendere decisioni di lungo periodo in un mondo dominato da guerre, crisi energetiche, trasformazioni economiche e cicli elettorali sempre più brevi.
    L’82° anniversario della strage nazifascista diventa così un’occasione per riflettere sul rapporto tra memoria, democrazia e responsabilità civile. Dal messaggio del Presidente Sergio Mattarella alle posizioni di Antonio Tajani e Giuseppe Conte, analizziamo il confronto sul significato della memoria antifascista e sul ruolo della Costituzione nella difesa dei valori repubblicani.
    Ci spostiamo poi sull’Europa, dove l’allargamento a Est torna a essere una priorità strategica. La Moldavia punta all’adesione all’Unione Europea entro il 2030, ma deve affrontare problemi economici, dipendenza energetica e soprattutto la questione della Transnistria. Un percorso che mostra quanto sia complesso allargare l’UE mentre gli stessi Stati membri sono attraversati da elezioni, instabilità politica e crescente pressione sul consenso nazionale.
    Sul fronte economico emerge invece un dato particolarmente interessante: l’Italia sta diventando un investitore sempre più importante in Germania. Tra UniCredit-Commerzbank, Italo-Siemens, MFE-ProSieben e altri grandi accordi, gli investimenti italiani nel Paese hanno raggiunto complessivamente 17,8 miliardi di euro. Un cambiamento significativo nel rapporto economico tra le due principali economie manifatturiere europee.
    Ma l’economia italiana deve fare i conti anche con una nuova accelerazione dell’inflazione, salita al 2,9% a luglio. Carburanti, energia, vacanze e tensioni internazionali tornano a incidere sul costo della vita, mentre il Governo prepara una manovra da circa 20 miliardi di euro e deve trovare un equilibrio tra taglio delle tasse, pensioni, sostegno alle famiglie e credibilità finanziaria.
    Parleremo inoltre della riforma della sicurezza sul lavoro e della proposta di limitare la responsabilità penale ai casi di colpa grave, cercando un nuovo equilibrio tra tutela dei lavoratori, prevenzione e certezza del diritto.
    Infine, allarghiamo lo sguardo oltre l’Europa: l’India che esporta carburanti verso la Russia nonostante sia uno dei principali acquirenti del petrolio russo, e il curioso modello finlandese del fondo Vauvasampo, che prova a trasformare il sostegno alla natalità in un investimento finanziario di lungo periodo per le nuove generazioni.
    Un episodio che mette insieme geopolitica, economia, inflazione, Unione Europea, investimenti, lavoro e demografia per affrontare una domanda decisiva: siamo ancora capaci di costruire politiche pensando a ciò che accadrà tra dieci, venti o trent’anni, invece che soltanto alle prossime elezioni?

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    16 分
  • Droni russi e la crisi Volkswagen | Mer 12 ago
    2026/08/12
    Dalla guerra ibrida alla crisi industriale: perché l’Europa rischia di non riuscire più a reagire. Quanto è diventata lenta l’Europa davanti a un mondo che corre alla velocità della rete?
    In questo episodio analizziamo un filo conduttore che unisce fenomeni apparentemente lontani: la pressione migratoria a Ceuta, la guerra ibrida russa, la crisi dell’industria europea, la competitività dell’automotive e le difficoltà dell’Italia nel rendere più efficiente il proprio sistema economico.
    Partiamo da Ceuta, dove decine di migliaia di persone hanno tentato contemporaneamente di attraversare il confine spagnolo. Un fenomeno in cui TikTok, WhatsApp e Facebook hanno trasformato la comunicazione digitale in uno strumento di mobilitazione senza leader né una vera struttura organizzativa. La domanda diventa allora cruciale: come può uno Stato negoziare con una moltitudine che non ha rappresentanti, gerarchie o interlocutori?
    Ci spostiamo poi sulla Russia e sulla sua evoluzione verso una forma sempre più strutturata di guerra ibrida. Dall’esclusione delle opposizioni pacifiste alla pressione sulle infrastrutture europee, fino ai droni e ai tentativi di sabotaggio negli aeroporti tedeschi, il confronto con Mosca sembra spostarsi sempre più sotto la soglia di un conflitto convenzionale, ma direttamente dentro la vita quotidiana europea.
    Al centro dell’episodio c’è anche la competitività industriale. Il confronto tra Volkswagen e Toyota mostra una differenza di produttività che va ben oltre i numeri: mentre il colosso giapponese riesce a produrre molte più automobili con un organico significativamente inferiore, l’industria tedesca valuta pesanti riduzioni della forza lavoro e la chiusura di stabilimenti.
    E l’Italia? Il caso dell’ex Ilva di Taranto riporta al centro il difficile equilibrio tra ambiente, produzione industriale e occupazione. La proposta della cordata italiana per il futuro dell’acciaieria potrebbe salvaguardare una parte dei posti di lavoro, ma apre interrogativi enormi sulla capacità del Paese di mantenere una filiera siderurgica strategica.
    Parleremo inoltre della crescente distanza tra cittadini e industria: la fiducia nel settore manifatturiero è diminuita negli ultimi anni, mentre aumenta la percezione di un modello industriale incapace di offrire abbastanza innovazione e qualità del lavoro. Un problema culturale, oltre che economico, che rischia di trasformarsi in una vera e propria sindrome del declino.
    Sul fronte italiano analizziamo infine le difficoltà del sistema energetico, i ritardi nell’applicazione delle regole sulla concorrenza, lo stallo delle gare nel settore del gas e la nuova disciplina degli incentivi all’autoimpiego. Parleremo anche di salario giusto e delle nuove indicazioni del Consiglio di Stato sul rapporto tra CCNL e retribuzione adeguata.
    Un episodio per capire perché la sfida dell’Europa non sia soltanto quella di affrontare nuove crisi, ma soprattutto di diventare abbastanza veloce da reagire. Perché tra guerra ibrida, trasformazione tecnologica e competizione industriale, il vero vantaggio strategico potrebbe essere la capacità di prendere decisioni prima che sia troppo tardi.

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    15 分
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