Cile-URSS 1973: fare GOL senza gli AVVERSARI IN CAMPO
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L'Unione Sovietica si rifiuta infatti di giocare nello stadio che, dopo il colpo di Stato di Augusto Pinochet, era stato trasformato in un centro di detenzione, tortura e repressione politica. Per capire come si arrivò a quella decisione bisogna tornare agli anni del governo di Salvador Allende, alle sue riforme economiche e sociali, alle tensioni interne che divisero il Paese e al ruolo della Guerra Fredda, con Stati Uniti e Unione Sovietica impegnati a contendersi l'influenza in America Latina.
Il golpe dell'11 settembre 1973 cambiò radicalmente la storia del Cile e trasformò anche una semplice partita di qualificazione ai Mondiali in un caso politico internazionale. La FIFA decise di non spostare l'incontro nonostante le denunce sulle violazioni dei diritti umani avvenute proprio all'interno dello stadio.
L'URSS scelse quindi di non presentarsi, rinunciando ai Mondiali, mentre il Cile scese in campo per un gesto destinato a diventare una delle immagini più controverse della storia del calcio.
Ne parliamo con GeoMondiali, il podcast di Torcha che racconta le partite in cui la Storia è scesa in campo insieme al calcio sulle principali piattaforme audio.
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