エピソード

  • STORIA MODERNA 74: SVEZIA, DANIMARCA E L'ASSOLUTISMO BALTICO (1648-1697)
    2026/08/09
    Nell’Europa del Seicento, mentre le grandi monarchie latine si confrontano con la crisi dell’assolutismo e le guerre religiose, nel cuore del Nord si sviluppa un modello tutto particolare di potere e di Stato: l’assolutismo baltico. In questa lezione, esploriamo a fondo l’evoluzione della Svezia e della Danimarca tra la pace di Vestfalia e la morte di Carlo XI, in un’epoca di espansione militare, centralizzazione amministrativa e ridefinizione del rapporto tra monarchia, nobiltà e esercito. Partiremo dalla situazione post-vestfalica: una Svezia militarizzata e imperiale, dominatrice del Baltico, che cerca di mantenere il suo ruolo di potenza egemone in uno spazio geopolitico affollato da avversari — l’Impero, la Polonia, la Russia — e al tempo stesso segnata da profonde tensioni interne. Attraverseremo il regno travagliato di Cristina di Svezia, la crisi della nobiltà, l’ascesa di Carlo X Gustavo, e la trasformazione profonda operata dal suo successore, Carlo XI, che incarnò un vero e proprio assolutismo militare-finanziario. Dall’altra parte del Kattegat, la Danimarca affronta la propria crisi istituzionale dopo le guerre contro la Svezia, approdando anch’essa a un modello assolutistico, ma profondamente diverso: più giuridico e patrimoniale, più legato alle dinamiche nobiliari e alla stabilizzazione delle élite danesi. Racconteremo il grande momento di svolta del 1660–1665, con la riforma costituzionale danese, e le profonde trasformazioni fiscali, amministrative e sociali che segnarono l’equilibrio scandinavo fino alla fine del secolo.Analizzeremo il concetto di "monarchia di guerra" in chiave baltica, il ruolo delle città, delle università, della burocrazia, della flotta e del clero luterano in due contesti in apparenza simili, ma in realtà assai diversi. Uno studio fondamentale per comprendere come l’assolutismo si sia affermato anche in contesti “periferici”, con modelli originali, profondamente radicati nel territorio e capaci di reggere il confronto con le grandi monarchie europee. La storia del Nord nella seconda metà del XVII secolo è molto più centrale di quanto spesso si creda.
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  • STORIA MODERNA 73: L'IMPERO OTTOMANO DI MEHMED IV (1648-1687)
    2026/08/09
    Sotto il lungo regno di Mehmed IV, l’Impero Ottomano visse una delle fasi più drammatiche e decisive della sua storia: un’epoca di guerre continue, riforme mancate, ribellioni interne e tentativi di restaurare la gloria imperiale, culminata nel disastro alle porte di Vienna. In questa lezione, esploriamo la parabola dell’impero tra la metà e la fine del Seicento, quando il soglio del Califfo era conteso tra ambizioni militari e crisi strutturali. La figura di Mehmed IV, soprannominato “il Cacciatore”, regnante per quasi quarant’anni ma spesso assente dalla scena politica, ci introduce nel cuore delle dinamiche di palazzo, tra valide consorti, gran visir autoritari e corti inquiete. Ma il vero protagonista di quest’epoca è il potere militare e burocratico dei Köprülü, la famiglia di visir che prese le redini dell’Impero e tentò l’ultima grande espansione verso l’Europa centrale. Racconteremo le vittorie in Ungheria, i massacri nei Balcani, l’occupazione di Creta, l’assedio di Candia, il ruolo del giannizzero e del timar, la trasformazione dell’esercito e il graduale sgretolarsi della macchina imperiale. Attraverso le guerre con la Polonia, la Russia e soprattutto con gli Asburgo, fino al catastrofico assedio di Vienna del 1683, questa lezione ci guida nel cuore del tramonto ottomano, mostrando come le ambizioni espansionistiche non potessero più nascondere le debolezze sistemiche. Analizzeremo istituzioni, esercito, società, fiscalità, religione e diplomazia dell’Impero, nella sua difficile transizione da grande potenza egemonica a gigante fragile in crisi. Una lezione fondamentale per capire la geopolitica dell’Europa orientale, la storia islamica moderna e l’equilibrio tra riforma e declino che ha segnato l’Impero Ottomano nella sua età barocca.
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  • STORIA MODERNA 72: POLONIA E LITUANIA TRA LA RIVOLTA COSACCA E L'ASSEDIO DI VIENNA (1648-1686)
    2026/08/09
    Cosa accade quando uno dei più vasti stati d’Europa, nato dall’unione di due popoli, viene travolto da ribellioni interne, guerre senza sosta, pressioni imperiali esterne e un sistema politico unico, fondato sulla libertà della nobiltà e l’elezione del re? Benvenuti nella Confederazione Polacco-Lituana del secondo Seicento: un mondo affascinante e complesso, che questa lezione vi farà riscoprire in ogni suo dettaglio, dalle paludi del Dnepr fino ai bastioni di Vienna. Partiremo dal devastante biennio 1648–1650, quando la rivolta cosacca guidata da Bohdan Chmel’nyc’kyj dà il via a una catena di eventi tragici noti come il “Diluvio” — un periodo in cui la Polonia-Lituania è aggredita contemporaneamente da cosacchi, tartari, russi e svedesi. Passeremo poi alle guerre di sopravvivenza della metà del secolo, agli accordi difficili, alle elezioni travagliate di monarchi stranieri e al lento emergere della figura eroica di Giovanni Sobieski. Sarà lui, re-contadino, nobile militare, patriota e diplomatico, a diventare il simbolo di una possibile rinascita. Seguiremo il suo cammino da comandante a re, tra battaglie contro gli Ottomani, riforme istituzionali fallite, grandi sogni di potenza e la leggendaria vittoria di Vienna del 1683, che lo rese l’eroe d’Europa ma non salvò la sua patria dalla decadenza. In questa lezione vi accompagneremo attraverso istituzioni originali come il Sejm e la liberum veto, la struttura federale del Commonwealth, l’equilibrio fragile tra nobiltà e monarchia, le sfide geopolitiche dell’Europa orientale, e il destino di uno stato affascinante, schiacciato fra giganti. Una lezione fondamentale per capire l’identità della Polonia storica, la crisi del Seicento, il rapporto tra libertà politica e debolezza statuale, ma anche per riscoprire la figura potente e contraddittoria di Giovanni Sobieski, uno degli ultimi grandi condottieri della cristianità.
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  • STORIA MODERNA 71: LA GUERRA DELLA LEGA D'AUGUSTA, IL TRATTATO DI RIJSWIJK (1697)
    2026/08/03
    Il biennio 1696–1697 segna la fine della Guerra della Lega di Augusta, ma non il trionfo della pace. È un’uscita faticosa, dolente, negoziata tra trincee e ambasciate, tra colpi di cannone e lettere segrete. Le monarchie europee sono esauste, le finanze distrutte, le campagne desolate. In Francia, Luigi XIV deve fronteggiare non solo i nemici esterni, ma la fame interna, le rivolte fiscali, il collasso rurale. Nell’Impero si moltiplicano i dubbi sulla prosecuzione del conflitto. La guerra ha mostrato i limiti della potenza, e ora si deve decidere chi cede, chi resiste, chi firma. In questa lezione raccontiamo come l’Europa arriva, stremata, a Rijswijk: la città olandese dove nel 1697 si firma una pace fragile, parziale, compromissoria. Ma ogni clausola del trattato porta con sé un significato politico profondo: dalla questione della successione spagnola al ritiro francese dalle Fiandre, dal riconoscimento del re d’Inghilterra alla ridistribuzione di piazzeforti, tutto è calcolo e rinvio, diplomazia e sospetto. Nessuno vince davvero. Ma tutti hanno bisogno di fermarsi, almeno per un momento. La guerra finisce, ma il mondo che ne esce è pronto a ricominciare. La lezione svela i retroscena del trattato, la fatica dei negoziati, il ruolo delle potenze minori, i malumori tra gli alleati. È il racconto di una pace che somiglia più a un’interruzione che a una soluzione. Ma è anche il momento in cui si ridefinisce l’Europa: una nuova idea di equilibrio, di impero, di monarchia, che sarà messa subito alla prova dalla crisi dinastica spagnola. Rijswijk non è una fine: è un punto e virgola.
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    1 時間 18 分
  • STORIA MODERNA 70: LA GUERRA DELLA LEGA D'AUGUSTA, NUBI SUL RE SOLE (1693-1695)
    2026/08/03
    Tra il 1693 e il 1695 l’Europa intera sembra precipitare in una spirale di stanchezza, ferocia e accanimento strategico. La Guerra della Lega di Augusta, che aveva promesso una rapida risposta alla minaccia egemonica di Luigi XIV, si è trasformata in una guerra lunga, pervasiva, che logora eserciti, economie e società civili. Mentre le armate francesi infliggono colpi devastanti nei Paesi Bassi e sul fronte alpino, è la Francia stessa a piegarsi sotto il peso di carestie spaventose, fallimenti fiscali e tensioni sociali sempre più esplosive. L’Impero, in affanno, cerca di tenere unita la coalizione antifrancese tra contrasti interni e risorse sempre più esigue. In questa lezione attraverseremo il cuore cupo del conflitto: le grandi battaglie, gli assedi prolungati, le strategie dell’orrore, ma anche la vita quotidiana di chi la guerra la subisce, la governa o la combatte. Un viaggio nella guerra moderna alle soglie della crisi, dove l’arte della politica si mescola all’ingegneria della devastazione, e le monarchie europee sono costrette a ripensare il proprio rapporto con il territorio, con la popolazione, con la storia stessa. È in questi anni, tra 1693 e 1695, che l’Europa impara davvero cosa significa una guerra d’attrito.
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  • STORIA MODERNA 69: LA GUERRA DELLA LEGA D'AUGUSTA, LA FRANCIA TRA VITTORIE TERRESTRI E DISFATTE NAVALI (1690-1692)
    2026/08/03
    Il 1690 segna una svolta decisiva nella Guerra della Lega di Augusta. La Francia ottiene vittorie spettacolari — su tutte, quella di Fleurus — ma per la prima volta l’Europa inizia davvero a reagire. In questa lezione analizziamo un anno chiave in cui l’egemonia del Re Sole si scontra con una coalizione sempre più consapevole, organizzata e politicamente determinata a sopravvivere. Vedremo come Luigi XIV, pur ancora dominante, comincia a perdere l’iniziativa strategica: l’Impero si muove sul Reno, Guglielmo III costruisce una macchina parlamentare bellica, e la Savoia, con Vittorio Amedeo II, rompe l’alleanza con Versailles in una svolta dinastica destinata a cambiare la geopolitica italiana. Affronteremo la battaglia di Staffarda, la resistenza montanara piemontese, le tensioni sociali nelle retrovie francesi, e la disfatta navale di La Hogue che segna la fine del sogno di invasione dell’Inghilterra. Senza dimenticare il lato meno visibile della guerra: carestie, malcontento fiscale, reclutamenti forzati, diplomazie parallele e il silenzio strategico della Spagna in attesa della successione di Carlo II. Una lezione densa di eventi, svolte, e riflessioni storiche su come una guerra che sembrava francese stia diventando europea. Perché è nel logoramento, più che nel trionfo, che si forgiano i nuovi equilibri di potere.
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    1 時間 7 分
  • STORIA MODERNA 68: LA GUERRA DELLA LEGA D'AUGUSTA DEVASTAZIONE FRANCESE E REAZIONE COLLETTIVA (1688-1690)
    2026/07/28
    Nel cuore dell’autunno 1688, il Reno fu attraversato da un esercito francese che non cercava conquiste territoriali, ma la distruzione sistematica di un intero spazio politico, sociale e culturale: il Palatinato. Questa videolezione ricostruisce, con stile parlato e rigore storiografico, le tappe della devastazione orchestrata da Louvois e Vauban, il collasso istituzionale dell’Impero, la reazione dei principi tedeschi, il ruolo strategico della stampa, l’esodo dei rifugiati e la nascita della Grande Alleanza. Un momento spartiacque: la guerra diventa globale, la distruzione uno strumento di governo, e la memoria un’arma diplomatica. In un viaggio tra fonti primarie, diritto pubblico e strategie militari, seguiamo la trasformazione di un’aggressione brutale in un conflitto continentale e in una nuova architettura dell’Europa moderna.
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    59 分
  • STORIA MODERNA 67: LA GUERRA DELLA LEGA D'AUGUSTA LE CAUSE PROFONDE
    2026/07/28
    Tra il 1678 e il 1688, l’Europa visse un periodo di apparente pace. Ma dietro la facciata della stabilizzazione diplomatica seguita alla pace di Nimega, si celava un progetto egemonico nuovo, ambizioso e inquietante: quello della monarchia assoluta di Luigi XIV. Questa lezione ricostruisce il decennio che prepara la Guerra della Lega di Augusta, mostrando come la Francia abbia saputo combinare diritto, propaganda e diplomazia per espandere la propria influenza ben oltre i confini sanciti dai trattati. Attraverso l’analisi delle Reunions, dell’annessione di Strasburgo e della crisi del Palatinato, si delinea una strategia che trasforma la legge in strumento di conquista, mentre la risposta imperiale di Leopoldo I e delle corti tedesche si articola tra autodifesa costituzionale e costruzione di una nuova coscienza geopolitica. L’Inghilterra, attraversata dalle tensioni dinastiche, e l’Olanda di Guglielmo d’Orange emergono come protagonisti di una coalizione sempre più determinata a contenere l’espansionismo francese. La lezione approfondisce anche il ruolo della propaganda, della teologia politica e della diplomazia pontificia, mostrando come la guerra imminente fosse già in atto nei linguaggi, nei simboli e nei timori collettivi dell’epoca. Un racconto appassionato e documentato che ci conduce alle soglie del grande conflitto europeo del 1688, tra l’illusione dell’equilibrio e la realtà di un sistema sull’orlo della guerra.
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    1 時間 11 分