エピソード

  • A come...Arvive con Ilaria Melis
    2026/02/27

    L'ospite di questo episodio è Ilaria Melis, 32 anni, pittrice e muralista che dopo dieci anni fuori dalla Sardegna ha scelto di tornare e mettere radici nella sua terra attraverso l’arte. Tra famiglia, lutti, viaggi, studi in Accademia e murales che trasformano erbacce di bordo strada in universi poetici, Ilaria racconta come si possa vivere di pittura, restando fedeli a sé stessi e alla propria sensibilità.Di cosa parliamo in questo episodio:- Infanzia, famiglia e libertà: l’amore, l’ascolto e l’accoglienza emotiva come base sicura da cui partire per esplorare il mondo e diventare artista.​- Scoprire la propria strada: dal liceo artistico a Cagliari all’Accademia di Belle Arti a Carrara, passando per Bologna e l’Accademia Nazionale del Cinema tra trucco teatrale, body painting e prime esperienze sui set (anche per “Gomorra”).​- Erasmus, viaggi e muralismo: l’incontro con il maestro Rocke alle Canarie, la scoperta del lavoro fisico e poetico sui ponteggi, il murale come cantiere, fatica e magia.Paesaggi interiori e natura spontanea: macchie “oracolari”, paesaggi onirici, microcosmi e macrocosmi, canneti, finocchio selvatico, fiori di carota selvatica e piccoli insetti che diventano divinità.- Arte e giovani: come capire cosa ami davvero fare, la differenza tra scegliere per paura o per fiducia, l’importanza di continuare a formarsi, viaggiare, uscire davvero dalla zona di comfort.- Tornare in Sardegna: il rifiuto coraggioso del “posto fisso” a scuola, la decisione di vivere di pittura tra murales pubblici e lavori privati, dalla torretta del Poetto a San Sperate fino ai progetti in tutta l’isola.- Visioni di futuro: una casa-studio in campagna, la pace come centro da cui continuare a viaggiare, creare connessioni e restare umili davanti alla grandezza della natura.Se ti interessano le storie di chi sceglie l’arte come mestiere, i percorsi non lineari, i ritorni a casa e il rapporto profondo con la natura, questa chiacchierata con Ilaria ti farà viaggiare tra emozioni, paesaggi interiori e nuove prospettive sul senso del lavoro e della vita.​Alla fine Ilaria sceglie una parola per raccontarsi: “Arvive”, dal piemontese, che significa rinascere, rinnovarsi, vivere di nuovo. È il filo rosso di tutta la sua storia: morire e rinascere molte volte, nell’arte e nella vita.

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    57 分
  • A come...Accelerare con Francesca Fadda
    2026/02/20

    In questo episodio di “A come…” incontro Francesca Fadda, 25 anni, una vera forza della natura che racconta senza filtri la sua storia tra infanzia, famiglia, studi universitari e un futuro pieno di progetti ancora “top secret”. Dalla gelosia per l’arrivo della sorella al rapporto speciale con la nonna, fino alle scelte formative e lavorative, scopri come una ragazza della Generazione Z che sta costruendo il proprio percorso accelerando verso i suoi obiettivi.​Parliamo di Infanzia, ricordi d’estate, giochi, del rapporto con la sorella Valentina: gelosie, litigi, crescita e complicità condividendo la stessa stanza.Di​percorsi formativi, esami universitari, lavoro e la soddisfazione di raggiungere i propri traguardi.La parola chiave di Francesca: “Accelerare”, cosa significa spingere sull’acceleratore al momento giusto senza perdere il controllo.​Se ti interessano le storie vere, le chiacchierate profonde ma leggere e vuoi capire meglio come pensa e vive una ragazza del 2000 che non ha paura di mettersi in gioco, questo episodio fa per te.​🔔 Iscriviti al canale per non perderti i prossimi episodi di “A come…”.​👍 Metti like se l’intervista ti è piaciuta e condividila con qualcuno a cui potrebbe parlare la storia di Francesca.

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    1 時間 1 分
  • A come...Attesa con Fabrizio Selis
    2026/02/13

    In questo episodio di incontriamo Fabrizio Selis, imprenditore nel settore delle tecnologie per la stampa e formatore, per scoprire una storia di famiglia, strategia e passione che parte dalla carrozzeria e arriva alle arti grafiche, alla serigrafia e all’innovazione digitale.​Dalla dama giocata da bambino – dove diventa campione sardo – alla capacità di anticipare le mosse del mercato, Fabrizio racconta come ha trasformato il lavoro del padre in un’azienda moderna, riconosciuta come “atelier della stampa” e punto di riferimento per la formazione a livello nazionale e internazionale.​Parliamo di: Infanzia, scuola e la dama come palestra di strategia, concentrazione e visione a lungo termine.​L’ingresso in azienda, il rapporto con il padre, il cambio generazionale e la scelta di portare nuove tecnologie: tipografia, serigrafia, stampa digitale, grandi formati.​Serigrafia ieri e oggi: dai telai tradizionali alla rivoluzione delle macchine digitali giapponesi che eliminano chimici, acqua e processi sporchi, e il ruolo del DTF per le piccole tirature.​La figura del commerciale-consulente: non più piazzista, ma professionista che costruisce relazioni, ascolta i bisogni del cliente e unisce offline e online.​Giovani, lavoro e opportunità: perché oggi ci sono più possibilità di prima, ma pochi sanno davvero coglierle, e quanto contano la direzione, il confronto e il lavoro di squadra.​Cina, Giappone e concorrenza: cosa ha imparato Fabrizio osservando imprenditori cinesi e giapponesi, il valore del competitor vicino e la capacità di migliorare continuamente.​Alla fine dell’episodio, come da tradizione di “A come…”, nasce la parola che diventerà il titolo: A come Attesa.​Per Fabrizio, l’attesa non è stare fermi, ma imparare a non avere fretta, procedere per piccoli passi, dare tempo alle idee di maturare e accettare il confronto con gli altri per crescere davvero.

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  • A come...Addirittura con Bresat Bresa
    2026/02/06

    In questo episodio di A come… sali in auto con Bresat, 21 anni, nato “per caso” a Durazzo durante una crociera, cresciuto a Olbia, studente di Scienze Politiche, pallavolista e grande appassionato di filosofia, politica e attualità.​Tra una risata e un temporale, Bresat racconta della sua nascita rocambolesca in Albania, il nome inventato dal nonno e l’infanzia tra Milano e Olbia, il rapporto con la famiglia, il ruolo di primo genito che si “prende” responsabilità, aiuta i genitori con burocrazia, tecnologia e scelte, e il legame con il fratello più piccolo appassionato di libri e filosofia.Come, partendo da Nietzsche e Aristotele alle superiori, sia arrivato a scegliere Scienze Politiche, con un sogno chiaro: diventare ambasciatore e lavorare sulla mediazione tra posizioni opposte.​Si parla di filosofia come palestra di pensiero, contraddizioni dell’essere umano e capacità di cambiare idea ascoltando davvero l’altro. Di diplomazia, flussi migratori, guerre, ruolo degli Stati Uniti e dell’Europa, diritto internazionale, agenda setting dei media e potere (e limiti) dei social nel creare dibattito rapporto tra giovani e lavoroCi racconta di cosa significhi iniziare da lavori estivi “umili” (bagnino, cameriere) per imparare il significato di responsabilità, la routine, il sacrificio e la scoperta della propria vocazione.Della dipendenza da smartphone e TikTok, perdita dell’attenzione, importanza della noia come spazio per pensare, annoiarsi per diventare creativi e ritrovare obiettivi reali.Della generazione social, l'impegno “pigro” online, le piazze reali che si svuotano, la paura/apatia nel partecipare, e al tempo stesso il bisogno di nuovi riferimenti credibili e “umani”.​Se ti interessano le storie vere di ragazzi che lavorano, studiano e cercano il loro posto nel mondo, la filosofia applicata alla vita quotidiana, social, politica e relazioni, il punto di vista di un 21enne su lavoro, responsabilità, futuro, Europa, USA, migranti e social, questo episodio ti farà riflettere su cosa significa davvero crescere oggi, tra obiettivi, errori, senso di colpa e voglia di cambiare le cose “dal di dentro”.

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    1 時間 14 分
  • A come...Armonia con Corinne Vigo
    2026/01/30

    In questo episodio sali in auto con Corinne Vigo, laureata in psicologia del lavoro, formatrice e anima profondamente artistica, per un viaggio tra crescita personale, arte che cura e benessere nelle organizzazioni.Corinne racconta come, partita dal sogno infantile di diventare ballerina, sia passata dall’imprenditoria (bar e pasticceria a Cagliari) all’agenzia immobiliare di famiglia, fino a ritrovare la propria natura più autentica nello studio della psicologia, nelle medicine complementari e nei percorsi di crescita personale. Oggi unisce danza, teatro, recitazione, scrittura e coaching per aiutare persone e aziende a lavorare sull’equilibrio interiore, sulla comunicazione consapevole e sull’armonia tra corpo, mente e relazioni.​Si parla di:- differenza tra “dottore in psicologia” e psicologo clinico e di come la formazione possa diventare una vera missione di vita- come le pratiche artistiche (respiro, presenza, meditazione, sensorialità) migliorino creatività, relazioni e qualità del lavoro- il progetto “L’impresa intangibile”, che porta benessere, spiritualità e consapevolezza dentro le aziende, oltre la solita formazione tecnica- stress, sovra stimolazione digitale, luci blu, ritmi innaturali e cosa succede al nostro corpo quando torniamo a vivere secondo i ritmi della natura (come nel safari in Kenya)- allineamento ai propri valori, felicità come sentirsi “nel posto giusto” e il coraggio di non abbandonare mai il proprio sogno bambino, ma trasformarlo nel tempo.Se ti interessa la comunicazione consapevole e non solo “strategica”, la crescita personale il coaching, la PNL, l'arteterapia e percorsi olistici, il benessere nelle organizzazioni, il team building “diverso dal solito” e un modo nuovo di fare formazione, questo episodio è un viaggio potente dentro la parola Armonia: con sé stessi, con gli altri e con il proprio lavoro.

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    1 時間 3 分
  • A come...Ansia con Francesca Atzeni
    2026/01/23

    In questo episodio di A come puntini puntini sali in auto con Francesca Azzeni, 25 anni, laureata in Scienze dell’amministrazione e dell’organizzazione, per entrare davvero dentro i dubbi, le scelte e le paure di una giovane che sta costruendo il proprio futuro tra studio, lavoro e sogni di partire all’estero. Dalla maturità al liceo classico di Cagliari all’esperienza come "au pair" a Londra, passando per il lavoro in front office durante l’università, Francesca racconta cosa significa conciliare lezioni, turni e vita privata, e quanto sia difficile oggi per un neolaureato trovare un impiego dignitoso che riconosca davvero il valore di anni di formazione.Si parla di ansia “buona” e “cattiva”, di attacchi di panico, di come lo stress sia diventato una parola quotidiana per i ragazzi, ma anche di autonomia, adattamento e desiderio di andare a vivere e lavorare fuori dall’Italia, tra Danimarca, Irlanda e altri paesi europei. Attraverso la sua storia emergono temi come il lavoro sottopagato, gli annunci che chiedono giovani già esperti, le aspettative dei datori di lavoro e il rapporto tra titolo di studio, esperienza e retribuzione, con uno sguardo molto concreto sulla realtà di chi ha 25 anni oggi.​Se ti interessa capire come i giovani vivono il mercato del lavoro, cosa significa davvero “essere stressati” a venticinque anni, o stai pensando di fare un’esperienza all’estero come "au pair" o di lavorare mentre studi, questa chiacchierata ti offrirà spunti, dubbi condivisi e qualche rassicurante “non sei l’unico a sentirti così”!

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    55 分
  • A come...Assoluto con Massimiliano Macelli
    2026/01/16

    In questo episodio di A come puntini puntini sali in auto con Massimiliano Mameli, mediatore creditizio che aiuta famiglie ed imprese a ottenere mutui, ristrutturare casa o trovare liquidità, dopo una lunga vita da venditore e imprenditore tra surgelati, grande distribuzione e consulenza bancaria. Partendo dall’infanzia e dal sogno “io da grande voglio una famiglia”, Massimiliano racconta crisi economiche, fallimenti, separazione, rinascita personale e professionale fino alla scoperta del teatro, del canto e dei social come strumenti per far sapere come essere un consulente in modo più umano ed empatico.Si parla di banche, debiti, mutui, Covid, valori come onestà e lealtà, ma anche di libertà, rallentare dopo i 60 anni e costruirsi un futuro più consapevole senza perdere il “fuoco” che spinge a rimettersi in gioco.

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    1 時間 8 分
  • A come...Arrivo con Anna Congiu
    2026/01/09

    Cosa significa avere 23 anni, studiare Scienze Naturali, lavorare la sera in un pub e sognare l’Africa, i parchi naturali e la tutela degli animali in via d’estinzione? In questo nuovo episodio di “A come puntini puntini” conosci Anna Congiu, mia nipote, studentessa, barista, educatrice cinofila e capo scout, che ha un obiettivo chiarissimo: diventare Animal Keeper e lavorare a stretto contatto con gli animali in luoghi come il Kruger Park e il Sudafrica.​Parliamo di sogni e realtà: di come in Italia il lavoro nel campo della conservazione sia spesso precario e poco riconosciuto, di volontariato tra fenicotteri e censimenti a Molentargius, di lauree, magistrali, specializzazioni in ornitologia e di cosa significhi, oggi, provare a costruirsi una vita in questo settore. Anna racconta perché preferisce fare esperienza sul campo, partire all’estero, partecipare a workshop, stage e progetti di ricerca, invece di chiudersi solo in laboratorio o in aula.​Nel mezzo, una parte molto personale: la scoperta dell’ADHD (disturbo dell’attenzione con iperattività) e della discalculia, la fatica di concentrarsi, il blocco davanti ai libri, gli esami di matematica ripetuti sette volte e la soddisfazione di superarli grazie a una strategia di studio diversa e più adatta al suo modo di pensare. Condivide come cambia il rapporto con se stessi quando arriva una diagnosi, tra sollievo, spaesamento e la necessità di imparare a gestire il proprio cervello invece di giudicarsi “pigri” o “incostanti”.​C’è spazio anche per parlare di lavoro giovanile: fare la barista, i lavori considerati “umili”, la pressione sociale ad avere un “lavoro prestigioso”, la fuga all’estero e il dilemma tra restare in Sardegna o partire. Anna offre il suo punto di vista sulla sua generazione, sul bisogno di sentirsi indipendenti, sulla voglia di accumulare esperienze più che restare 40 anni nello stesso posto, e su quanta ansia da prestazione nasca dal confronto continuo con i coetanei.Lo scoutismo è il suo filo rosso: da quando aveva 6–7 anni è il luogo in cui si sente davvero sé stessa, dove cresce, educa e viene educata, dove prova a trasmettere ai ragazzi lo stesso stile di vita che ha ricevuto. Tra vita all’aria aperta, campo naturalistico e desiderio di “avere le mani nella terra”, emerge l’immagine di una ragazza che non vuole solo studiare i libri, ma vivere sul serio la natura che ama.

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    1 時間 1 分