15 Aprile 2026: Pogačar ha perso!
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概要
La Parigi-Roubaix 2026 ha segnato un momento storico per il ciclismo, culminato con la vittoria del belga Wout van Aert, che a 31 anni e al suo settimo tentativo è riuscito a conquistare la "Regina delle Classiche". Si è trattato dell'edizione più veloce di sempre, corsa a una media record di 48,9 km/h.
La corsa è stata dominata dall'imprevedibilità e da numerosi incidenti meccanici che hanno colpito quasi tutti i protagonisti:
- Il calvario di Pogačar: Lo sloveno, arrivato secondo, ha dovuto affrontare diverse forature. In un momento critico, con l'ammiraglia della squadra bloccata dietro un frazionamento del gruppo, è stato costretto a pedalare per circa 5 chilometri su una bicicletta del servizio neutrale non adatta alle sue misure, prima di dover affrontare un lungo inseguimento per rientrare sui primi.
- La sfortuna di Van der Poel: Il campione uscente è stato messo fuori gioco nella Foresta di Arenberg (settore a cinque stelle di massima difficoltà) da una combinazione di sfortuna e problemi tecnici. Dopo una foratura, ha tentato di usare la bici del compagno Philipsen, ma i pedali si sono rivelati incompatibili; successivamente ha dovuto proseguire con una ruota danneggiata, accumulando un ritardo di due minuti che si è rivelato incolmabile.
- La resilienza di Van Aert: Anche il vincitore ha subito una foratura a 150 km dal traguardo, ma ha mantenuto la calma recuperando con l'aiuto dei compagni.
A differenza di precedenti occasioni, Van Aert ha adottato una tattica aggressiva, scegliendo di attaccare Pogačar ripetutamente invece di limitarsi a rispondere alle sue mosse. Questo approccio ha messo pressione allo sloveno, inserendo dubbi nella sua gestione della gara.
I due sono rimasti soli al comando a circa 53 km dall'arrivo. Nelle fasi finali, Van Aert è apparso più lucido e fluido sul pavé rispetto a un Pogačar visibilmente esausto. La sfida si è conclusa con una volata a due nel velodromo di Roubaix, dove il belga ha prevalso nettamente.
Per Van Aert questa vittoria rappresenta la fine di un lungo inseguimento e la rottura del dominio che Pogačar e Van der Poel esercitavano sulle Classiche Monumento da oltre due anni. Al traguardo, il belga ha alzato il dito al cielo per una dedica speciale a Michael Goolaerts, suo compagno di squadra deceduto per un arresto cardiaco proprio durante la Parigi-Roubaix del 2018.
Nella sesta edizione della Paris-Roubaix Femmes, la vittoria è andata alla tedesca Franziska Koch (FDJ United - SUEZ), che ha battuto in uno sprint ristretto le leggende Marianne Vos e Pauline Ferrand-Prévot. La gara è stata decisa negli ultimi chilometri dopo che un attacco a quattro si era ridotto a un trio negli ultimi 23 km.
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