(#005) Lavoro con il bambino interiore: l'importanza dell'essere presenti con l'emozione
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In questo episodio parlo delle emozioni — di come abbiamo imparato a temerle, evitarle e reprimerle. Le emozioni non sono il problema: il problema è la nostra resistenza ad esse. Da bambini, non avendo ancora le capacità cognitive per elaborare le esperienze dolorose, quelle esperienze diventano ferite che ci portiamo avanti. I solo evitare un'emozione, in realtà, non fa che amplificarla. Al centro di tutto c'è un bisogno fondamentale: essere visti, completamente e incondizionatamente, nella nostra emozione — qualunque essa sia.
Punti chiave
- Le emozioni sono il linguaggio del subconscio — e da un punto di vista spirituale, il linguaggio dell'anima
- Il problema non sono le emozioni negative: è la nostra resistenza ad esse
- Lo spettro delle emozioni è orizzontale, non verticale — nessuna emozione è più giusta o sbagliata di un'altra
- Quando da bambini le nostre emozioni non vengono validate, iniziamo a credere che ci sia qualcosa di sbagliato in noi — è lì che nasce l'ansia
- Nei primi anni di vita funzioniamo in modo puramente percettivo: non abbiamo gli strumenti per dare un senso razionale al dolore, e quindi lo portiamo avanti come ferita
- Evitare un'emozione non la fa sparire — l'attenzione non funziona per negativo, e ciò che evitiamo finisce per amplificarsi
- La presenza incondizionata è curativa — per sé stessi e per gli altri
- Il bambino non vuole essere salvato dall'emozione: vuole essere visto in essa
- Molti di noi faticano a mostrare le proprie emozioni perché hanno imparato che la presenza degli altri è condizionata a come si sentono
Risorse: The Completion Process di Teal Swan
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