“Salgo in auto, chiudo gli occhi e schiaccio l'acceleratore” | Con Nora DeBlanc
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Nora de Blanc è una ragazza polidipendente che ha vissuto per anni in guerra con le proprie emozioni. Si definisce “plusdotata” e “neurodivergente” fin dall'infanzia, sperimentando così precoci stati di dissociazione e un senso cronico di estraneità, spingendola a usare sostanze come cocaina, metanfetamine e alcol non per fuggire dal mondo, ma nel tentativo disperato di farne parte. Una storia vissuta agli antipodi e raccontata senza filtri.
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In questo episodio Nora si racconta a cuore aperto e analizza:
- La plusdotazione invisibile: Come una mente che viaggia a mille senza gli strumenti per regolarsi possa essere scambiata per "follia", sviluppando tic e fobie fin dai primi anni di scuola nell'indifferenza del contesto circostante.
- Le sostanze per restare nel mondo: Il paradosso di usare cocaina, metanfetamine e psicofarmaci non per isolarsi, ma per omologarsi agli altri, tollerare una realtà percepita come noiosa e trovare una connessione emotiva ed empatica.
- Dissociazione e autodistruzione: L'esperienza della derealizzazione vissuta fin da bambina (paragonata agli effetti della ketamina), il legame con relazioni tossiche e violente utilizzate come perfetto canale di autopunizione, fino al drammatico tentato suicidio in auto.
- Le etichette come mappa, non come alibi: L'accettazione delle diagnosi di disturbo borderline e bipolare intese come strumenti utili per orientare la cura medica e l'equilibrio farmacologico, rifiutando di usarle come giustificazione per fare del male a se stessi o agli altri.
- La partita del post-percorso: Il rientro nella società dopo un anno e mezzo di comunità, la gestione quotidiana del craving e la scelta di affidarsi a una squadra di supporto (SMI, CPS, EMDR) per proteggere la propria sobrietà.
Una testimonianza lucida e coraggiosa sul valore della vulnerabilità e sulla necessità di abbattere lo stigma che circonda la salute mentale, perché la dipendenza non ha una faccia prestabilita.