“Ero in Serie A e sono finito nelle cantine a drogarmi” | Con Lys Gomis
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Lys Gomis è stato un portiere di Serie A, un atleta cresciuto nelle giovanili del Torino che ha toccato i vertici del calcio professionistico. A Nel Faro rivela il suo stato d’animo dietro i riflettori: il successo e l’ossessione per la perfezione sportiva ha portato Lys a vivere una doppia vita. Il calciatore Gomis aveva preso il posto dell’essere umano che c’era dietro quella maglia tanto ambita, semplicemente Lys.
Alla morte del padre Lys si rende conto di aver toccato il fondo, si rende conto di non essere mai riuscito ad essere responsabile, ad aiutare davvero gli altri, ma è troppo dura affrontare tutto da solo e allora quando terminano le partite e gli spogliatoi vengono chiusi Lys si chiude con i suoi fantasmi e casse di birra. La dipendenza si manifesta in modo più aggressivo quando inizia con le sostanze pesanti, tra cantine e zone di spaccio a Lys non importa più molto.
L’infortunio al ginocchio non è che una conseguenza di questo atteggiamento: vivere gli importava sempre meno. Prova a chiedere a qualche centro, ma poi non si impegna e torna sui suoi passi. La svolta avviene quando capisce che le persone che gli stanno intorno gli vogliono bene per quello che è. Allora Lys trova la forza di esporsi, chiede aiuto e urla la sua fragilità.
Ora la sua missione è quella di aiutare chi è intrappolato in una maschera sociale che gli impedisce di comunicare all’esterno il proprio malessere. Lys, attraverso la sua esperienza di vita, ci ricorda quanto sia importante ascoltare il proprio bambino interiore.