Castrovillari, 5 luglio da «Lettere dalla Calabria» di Astolphe de Custine
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概要
Il sonno mi ha restituito un po' di forze e di coraggio e voglio raccontarvi le mie sciagure!
Il 2 luglio ho lasciato il signor M. a Catanzaro per recarmi a Cosenza, attraverso la foresta della Sila, così famosa già nell'antichità.
Essa occupa una grande distesa di montagne e i suoi castagneti ombreggiano prati, ruscelli e circondano dei villaggi così freschi che è difficile credere che questi luoghi tanto simili agli altipiani della Svizzera si trovino alla stessa latitudine della Sicilia.
La foresta oggi serve da rifugio agli ammalati ricchi di Cosenza e dai poveri briganti di tutta la Calabria: è un ospedale e un coro.
L’ho attraversata senza incidenti, affascinato dalla purezza dell'aria e dalla bellezza della vegetazione.
Luoghi narranti narrati e citati: Catanzaro - Cosenza - Montalto (Uffugo) - Rogliano - Spezzano (Albanese) - Tarsia - Castrovillari - Sibari - Napoli - Lagonegro
Se VUOI puoi cliccare sul link che trovi qui sotto per ASCOLTARE tutti i podcast di «Lettere dalla Calabria» https://penisolabella.blogspot.com/2026/02/lettere-dalla-calabria-del-1812-di.html
La Calabria del 1812 è una terra sospesa tra crudeltà e miseria, ira incanto e paura, dove gli uomini rifiutano le “illusorie consolazioni del progresso”, felici di riconoscere e di vivere solo la natura. Astolphe marchese de Custine traccia nelle sue lettere un affresco della regione, filtrato dalla sua formazione romantica, e dipinge il “vero”. E il vero, nella Calabria di quel tempo, erano le incredibili difficoltà del viaggio, la mancanza dei muli, l’assenza di strade carrozzabili.
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